Sicurezza
New jersey trappola, il Comune accusa l’Anas
Il sindaco di Orbetello chiama in causa la società per capire se vi siano eventuali responsabilità. «I blocchi di cemento hanno fatto da diga»
ALBINIA. Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, ha diffuso una durissima nota in cui chiama in causa l’Anas e i new jersey, le presunte “trappole” che, a lato dell’Aurelia, hanno fatto da diga all’abitato che il giorno dell’alluvione si riempiva d’acqua. «Alla luce degli eventi alluvionali che hanno colpito il nostro territorio nei giorni 11 e 12 novembre - attacca il sindaco - ritengo che non sia più possibile e concepibile mantenere sulle nostre infrastrutture barriere spartitraffico impermeabili quali quelle in cemento armato denominate “new jersey”. È necessario che la società Anas si muova per proporre alternative permeabili in grado di evitare il rischio idraulico in futuro. Nonostante l’assenza di un modello previsionale sui rischi di esondazione del fiume Albegna - prosegue il sindaco - ci si chiede come mai, al contrario di altre località italiane, su quel tratto di strada l’Anas non abbia pensato prima a soluzioni alternative», domanda questa che verrà rivolta alla società stessa in occasione dell’incontro richiesto ieri e che si estende, tra l’altro, «alla ricerca di eventuali responsabilità per quanto riguarda gli stessi giorni interessanti in cui, invece di permettere il defluire dell’acqua in direzione del mare, ha creato una sorta di diga che ha fatto riversare l’acqua tra le vie di Albinia. L’amministrazione non permetterà all’Anas di provvedere alla sostituzione delle barriere spartitraffico precedenti con barriere di egual tipo sulle nostre infrastrutture, non solo nella zona che ha dimostrato essere critica tra Case Brancazzi e il ponte sull’Aurelia, ma su tutto il territorio comunale».
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