Il Tirreno

Grosseto

«Mi giustifico, ero malato. O in Africa»

di Matteo Baccellini
«Mi giustifico, ero malato. O in Africa»

Primarie, già 350 richieste più o meno serie per il ballottaggio. Oggi si replica, poi deciderà la commissione di tre saggi

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GROSSETO. «Sono stato in Africa per un mese, sapete, là non avevo internet e non potevo registrarmi...». È la richiesta più fantasiosa giunta ieri al comitato provinciale per le primarie di Grosseto, in via Svizzera. Una delle oltre trecento ricevute dalla prima mattina fino alle 20 di ieri: 150 di persona, 200 on line.

E oggi si replica per un secondo giorno che si preannuncia caldo. E ancora più affannoso. Il meccanismo della giustificazione per i ritardatari, stabilito dal comitato Italia Bene Comune, di coloro dunque che vorrebbero votare domenica prossima, del resto si prestava per sua natura anche a scuse più o meno assurde, ricalcando la scenetta degli studenti beccati in castagna dal professore. «Uno spaccato variegato dell’Italia, nelle motivazioni delle gente. C’è chi aveva problemi seri, come nel caso degli alluvionati dell’Albinia, e chi era oggettivamente senza ragioni ma se le inventava», dice Alessandro Militello, uno dei tre componenti del comitato provinciale dei garanti. Da stasera (oggi ultimo giorno, orari 9-12, 15-19) dovranno valutare se accettare o meno le richieste per votare solo nel ballottaggio.

I “cattivoni” costretti a giudicare saranno proprio loro. La terna è composta dallo stesso Militello (Pd, bersaniano), da Filippo Andretta (del Psi, ma firmatario del documento per Bersani) e da Michele Fabianelli (Sel). Ma qualcuno maligna che tifino tutti per Bersani e per questo potrebbero sfavorire Renzi, negando il voto a molti. Accuse respinte. «Noi facciamo un lavoro difficile e stressante in queste ore, e vogliamo far rispettare le regole aiutando chi è stato davvero impossibilitato a votare, malgrado i 25 giorni di apertura delle registrazioni - dice Militello - In più le primarie non si fanno per un candidato solo. Hanno chiamato in tanti per Bersani».

Comunque vada, entro le 14 di domani manderanno solo una mail a chi sarà stato ammesso al voto. La parte più complicata per ora è districarsi nella selva di giustificazioni. Detto di improbabili esploratori africani, c’è chi ha ammesso di essere un simpatizzante di destra. «Ma questo ve lo dico solo al telefono, vorrei votare ma non passare per un elettore del centrosinistra...», è stata la telefonata che ha suscitato l’inevatibile risata.

E poi, a quanto pare, una serie di problemi intestinali che hanno attanagliato molti maremmani, costringendoli a saltare il primo turno delle primarie. «Sono stato bloccato a letto venti giorni, ora sto meglio, posso registrarmi?», le parole di un signore che si è presentato alla sede del Pd. E con lui un’altra sfilza di «quasi epidemie» come accompagnamento alla richiesta di essere protagonista al ballottaggio. Che spaziano da «Assisto mio padre anziano», a «Ho solo accompagnato mia moglie l’altra volta, adesso vorrei registrarmi io...»

Poi ci sono i drammi che non creano dubbi. Gente ammirevole che fa già miracoli a pensare alle elezioni, con tutto quello che ha passato. «Ho perso nell’alluvione il certificato elettorale, qui all’Albinia è un disastro di acqua e fango». Casi come questi saranno sicuramente accolti dal comitato dei garanti.

Che dovrà pronunciarsi però su tutte le richieste, valutandole caso per caso. In caso positivo, sarà indicato anche il seggio. «E sicuramente a questo punto faremo nottata domani (stasera) per poter rispondere correttamente a tutti». Così vogliono le regole delle primarie. Che piacciano o meno è un altro discorso.

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