Lutto
L’addio all’“animatore” Mario Castel del Piano piange Arrighi
Si è spento a 71 anni uno dei fari della contrada del Borgo, marito di Mariella Frediani. Ieri i funerali Amato da tutti, negli anni Sessanta organizzava gli eventi paesani migliori alla storica Lucciola
CASTEL DEL PIANO. Tutta la comunità di Castel del Piano piange Mario Arrighi, 71 anni, casteldelpianese doc, morto mercoledì pomeriggio, dopo una breve ma inesorabile malattia. I funerali sono stati celebrati ieri pomeriggio nella chiesa della Propositura con una cerimonia che è stata resa solenne non solo dalla grande folla che ha partecipato alle esequie, ma soprattutto dalla contrada del Borgo di cui Mario è stato, fin dal 1968, con la moglie Mariella e la figlia Francesca, uno degli animatori principali.
Il popolo rosa viola gli ha riservato tutti gli onori. L’onore della bandiera, esposta a mezz’asta nella stanza mortuaria, e i tamburini e i figuranti che lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio. Una persona amata da tutti, Mario, soprattutto per la sua simpatia, la sua voglia di ironizzare sulle cose, la sua carica umana. Castel del Piano gli è debitore di indimenticabili spaccati di vita e di eventi che lui organizzava nelle estati mitiche degli anni ’60, quando il paese si riempiva di turisti a cui giochi e passatempi erano per lo più dedicati.
Tutti lo ricordano come protagonista delle corse degli insaccati, ma anche in bilico, con il suo fisico dinoccolato, nelle piccolissime biciclette lanciate verso il traguardo da ciclisti, che a stento potevano pedalare e gareggiavano fra le risate generali, magari travestiti da donna o truccati in maniera superlativa. Un animatore, insomma, Mario, di tanti eventi paesani, delle serate alla Lucciola, lo storico locale di giovani che accompagnò il boom degli anni ’60 di questo vivace paese amiatino, aumentando la notorietà che esso acquisì anche rispetto ai paesi vicini. Poi il matrimonio con Mariella Frediani, oggi capogruppo di minoranza del consiglio comunale e poi, il dramma della sua vita, la perdita della figlia Francesca appena ventenne, in un incidente stradale. Eppure Mario pur duramente provato, non ha mai interrotto la sua vita comunitaria. Nella contrada del Borgo continuava una frequentazione assidua, sia che si trattasse di recitare nella compagnia teatrale amatoriale della contrada dove i suoi personaggi sono sempre stati applauditissimi soprattutto per l’uso del dialetto “ciolo” di cui era maestro, sia che si trattasse di valutare cavalli e fantini in vista del palio, sia che ci fosse, in contrada, qualche festa particolare, come il famoso “ranzagnolo d’oro”, una gara culinaria a cui Mario contribuiva portando prodotti di campagna, come uova, olio e vino.
Un personaggio, insomma, a cui si lega la storia di Caste l del Piano che Mario ha interpretato sempre a contatto con gli altri, e affrontando la vita col suo sorriso e la sua ironia. È stato sepolto nella cappella di famiglia, dove riposa anche la figlia Francesca.
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