Sicurezza
Giustizia, quanto mi costi: 140mila euro di spese
Monte Argentario, il Comune liquida vecchie parcelle di moltissimi avvocati che hanno seguito i contenziosi. Compreso uno che risale venti anni fa
MONTE ARGENTARIO. Comune di Monte Argentario continuamente alle prese con le spese per i contenziosi legali, anche se questa volta le competenze, la cui liquidazione è stata determinata un paio di giorni fa, riguardano vecchi procedimenti posti in essere durante i mandati delle precedenti amministrazioni, a partire addirittura dai primi anni ’90. Un ventennio fa.
Lunedì scorso, infatti, l’amministrazione argentarina ha emesso ben dieci atti amministrativi di pagamento ad altrettanti rappresentanti legali per un valore di quasi 140 mila euro, e tutte riguardanti fatti avvenuti in periodi precedenti al mandato della giunta Cerulli, che però non si è potuta esimere dal continuare i pagamenti e le cause di vario genere e grado in cui il Comune si era costituito in precedenza.
In ordine di tempo la più vecchia sembra essere la causa risalente al 1992 quando il Comune si costituì di fronte al tribunale di Grosseto contro la società Ist e la società Casa Due, le cui spese aggiuntive sono arrivate oggi ad ulteriori 16 mila euro: a seguire il contenzioso con Bel. Mar di Porto Santo Stefano, seguito come molti altri dall’avvocato Pietro Corsi e con una spesa relativa di 32 mila euro, nonostante di recente si sia anche raggiunto un accordo bonario. Ecco poi 16 mila euro contro la Ericson comunicazioni nell’anno 2004, 40 mila per la partecipazione alla procedura fallimentare di risarcimento danni della Faro, la compagnia di assicurazioni che in precedenza assicurava il Comune del Monte Argentario, oltre a ricorsi riguardanti richieste di risarcimento danni da parte di privati e cause riguardanti questioni demaniali. Insomma, una cifra considerevole il cui raggiungimento sembra dovuto ad una pratica che l’attuale giunta non utilizza più.
«In passato c’era l’abitudine di stanziare cifre poco più che simboliche all’inizio di ogni contenzioso giudiziario - dice Arturo Cerulli - senza prevedere che le spese sarebbero poi lievitate durante il corso degli anni, visto che la causa dura del tempo. Per cui le amministrazioni successive si trovavano poi a farsi carico di spese legali non previste ufficialmente nei bilanci precedenti». Questo dunque il motivo, secondo il primo cittadino, per cui ad oggi siamo arrivati ad un valore totale di spese legali di 140 mila euro: «Noi non adottiamo più tale pratica e al momento che cominciamo un ricorso o una causa stanziamo tutto quello che si prevede sia necessario durante il suo svolgimento - spiega ancora il sindaco - perché non è giusto stanziare degli acconti fingendo di sapere che poi saranno necessari altri stanziamenti. Morale: noi oggi ci ritroviamo a pagare le azioni del passato a caro prezzo».
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