Il dolore
Allarme di Cia e Coldiretti «Danni per 300 milioni»
Le associazioni degli agricoltori tracciano un quadro drammatico per il settore «In ginocchio tutte le aziende, dalle coltivazioni fino alla trasformazione»
ALBINIA. La nuova pioggia fa alzare le antenne agli agricoltori che rifanno il conto dei danni. Sia Coldiretti che Cia sono preoccupati per le aziende maremmane del settore.
Secondo Coldiretti, infatti, sale ad oltre 300 milioni il conto dei danni nelle campagne toscane colpite dalla nuova ondata di maltempo che si è abbattuta anche nei territori delle province di Massa Carrara e di Grosseto già alluvionate, provocando allagamenti ed evacuazioni.
Coldiretti sta monitorando una situazione particolarmente preoccupante per le campagne ferite.
«Solo in provincia di Grosseto - sottolinea la Coldiretti - ci sono stati danni in circa 300 milioni di cui la metà nella zona di Albinia - Orbetello. Di tale cifra 40-50 milioni di euro sono rappresentati dai danni alle colture in campo (orticole e foraggere) e alla perdite delle semine già effettuate. In difficoltà è anche quella di Massa Carrara dove si contano oltre 18 milioni di euro di danni, mentre milioni di euro di danni si contano anche in provincia di Lucca, Arezzo e Siena. È indispensabile - continua la Coldiretti che ha sollecitato al Governo un intervento straordinario per affrontare l'emergenza - apprestare misure per riparare le perdite di raccolto, di attrezzature e macchine agricole a causa degli allagamenti, ma anche prevedere l'immediato esonero dai contributi previdenziali e tributari in scadenza: se non si lasciano risorse nelle tasche degli agricoltori le aziende colpite sono destinate al collasso. Ai primi interventi promessi dalla Regione, dunque, Coldiretti ritiene indispensabile che gli istituti bancari propongano una politica mirata di rinegoziazione dei piani di ammortamento. Sotto il profilo strutturale - conclude la Coldiretti - è indispensabile realizzare le opere per la messa in sicurezza del territorio».
E la nuova ondata di maltempo che ha colpito l'Italia e in particolare la Toscana preoccupa anche la Cia perché rischia di ingrossare i danni alle campagne. «C'è preoccupazione soprattutto per la provincia di Grosseto, già duramente colpita dalle alluvioni dell'11 e 12 novembre scorsi che hanno allagato interi campi coltivati e devastato serre, stalle, fienili, cascinali, magazzini di conservazione e trasformazione alimentare. Ma c'è preoccupazione per tutto il Centro-Nord e anche per Campania e parte della Puglia, interessate in questo momento da piogge fortissime e venti impetuosi».
Il terribile week-end di piogge di quindici giorni fa ha compromesso gravemente le attività agricole delle aziende toscane, con danni stimati tra i 350 e i 400 milioni di euro: «Banchi di muggini e anguille della laguna di Orbetello finiti in mare, centinaia di ettari coltivati a pomodoro di Albinia affogati nel fango, e poi macchinari distrutti e campi appena seminati a cereali spazzati via. Vigneti e frutteti di pregio nella Val di Chiana seriamente rovinati. Strade di campagna completamente cancellate da frane e smottamenti. Un vero disastro. E ora -sottolinea la Cia- questa nuova eccezionale perturbazione rischia di dare il colpo di grazia a un settore vitale per la regione».
Ecco perché ora non basta la dichiarazione dello stato di calamità, dice la Cia. «C'è bisogno di un intervento straordinario. Davanti a tanta distruzione è necessaria non soltanto una proroga immediata delle scadenze fiscali, contributive e dei mutui ma -conclude la Cia- bisogna anche pensare all'opportunità di rivedere le regole del patto di stabilità interno, almeno per le opere che servono a mettere in sicurezza le persone, quelle sul dissesto idrogeologico e quelle per ricostruire il tessuto economico, a cominciare proprio dall'imprenditoria agricola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
