Il Tirreno

Grosseto

Ricusato il giudice Puliatti Colpo di scena in Corte di assise

di Pierluigi Sposato

È iniziato il processo per riduzione in schiavitù di una romena costretta a prostituirsi L’istanza inviata alla Corte di appello, la prossima udienza è comunque fissata per il 22 gennaio

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Colpo di scena alla prima udienza del processo per i presunti reati di riduzione in schiavitù, tratta di persone, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione per fatti che sarebbero avvenuti nel 2010 tra Capalbio e Roma (Marino). Alcuni dei difensori dei sei imputati hanno ricusato il presidente della Corte di assise, il dottor Giovanni Puliatti, perché questi avrebbe espresso un indebito suggerimento a una delle parti del processo, in questo caso la parte civile (cioè la ragazza romena vittima dei fatti contestati).

La Corte (Sergio Compagnucci a latere, più i giudici popolari) si è ritirata e pur ritenendo di non ravvisare gli estremi per la ricusazione ha inviato - come è d’obbligo in questi casi - gli atti alla Corte di appello perché decida in merito. Nel frattempo, è stata già fissata la data della prossima udienza: il 22 gennaio.

Ieri mattina - il processo si è svolto a porte chiuse - erano presenti quattro dei sei imputati: Pislariu, Pauliuk, Mihu e Zoia, tutti di nazionalità romena. Assenti invece i due imputati abitanti a Capalbio, Nolletti (che, detenuto per altra causa, ha rinunciato a comparire) e Cocchieri. C’era anche la ragazza (oggi 21 anni) che con la sua denuncia aveva fatto aprire il fascicolo di cui - per materia - si è occupata la Direzione distrettuale antimafia, che in aula era rappresentata dal pm Angela Pietroiusti.

La ragazza, accompagnata da tre persone, si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Cecilia Dragotta. E proprio sulla costituzione di parte civile si è aperto il confronto tra le parti. Le difese hanno sollevato eccezioni, la Corte si è ritirata ed è tornata respingendole. A quel punto quattro dei cinque difensori (uno difende due imputati) hanno avanzato per scritto l’istanza di ricusazione. In precedenza, l’atto di costituzione di parte civile era risultato mancante di una firma (quella del difensore). Il giudice aveva invitato l’avvocato a provvedere e ciò aveva destato le perplessità difensive sfociate nell’istanza presentata dopo che è stata letta l’ordinanza di respingimento delle eccezioni. Se tale comportamento sia motivo di ricusazione - e se quindi il presidente debba essere sostituito - dovranno stabilirlo adesso i giudici fiorentini.

L’udienza, che si è svolta nell’aula di assise, è durata circa due ore comprese le interruzioni per consentire le camere di consiglio. Presenti, naturalmente, i sei giudici popolari sorteggiati nelle scorse settimane e i loro tre sostituti. Tutti poco prima dell’udienza hanno prestato giuramento. Tutti e nove dovranno seguire il processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca