Il Tirreno

Grosseto

I SINDACATI

Prosegue la mobilitazione gli insegnanti si ribellano

GROSSETO. Non c'è solo il nervo scoperto della revisione del piano di dimensionamento scolastico e del clima da “tutti contro tutti” che in questo momento fa vivere una stagione complessa e...

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GROSSETO. Non c'è solo il nervo scoperto della revisione del piano di dimensionamento scolastico e del clima da “tutti contro tutti” che in questo momento fa vivere una stagione complessa e delicatissima al mondo della scuola grossetana. Vicende locali e vertenze nazionali si intersecano e sovrappongono amplificando un clima già di per sé pesantissimo di cui ieri mattina ha dato conto anche un incontro con la stampa promosso da quattro sindacati della scuola al Polo Bianciardi. I rappresentanti provinciali di Uil, Snals, Cgil e Gilda hanno voluto spiegare, rispetto all'ultima assemblea sindacale unitaria del personale della scuola svoltasi esattamente una settimana fa al Fossombroni, qual è adesso la loro linea e come continua la mobilitazione. Perché, spiegano, la mobilitazione non è affatto interrotta ma solo sospesa a causa dell'avvio, tardivo ma pur sempre in atto, delle trattative con i ministeri competenti su uno dei punti che avevano fatto scaturire la mobilitazione, cioè quello del pagamento degli scatti di anzianità maturati per il 2011. La posizione dei quattro sindacati è espressa nero su bianco in un documento firmato congiuntamente dai segretari provinciali (Sergio Ceccacci per Cisl Scuola, Fabrizio Settembrini per Uil Scuola, Gerlando Lupo per Snals Confsal e Barbara Del Dottore per la Gilda Unams) che contiene le ragioni per cui la mobilitazione anche a Grosseto è sempre aperta, pur essendo stato revocato lo sciopero del 24 novembre (mentre hanno proseguito sulla strada dello sciopero Cgil e Cobas, ndc.). Restano infatti aperte, scrivono Cisl, Uil, Snals e Gilda, «la vertenza per il contratto fermo al 2009, l'obiettivo di far emergere, pagandolo, il lavoro sommerso del personale scolastico, la conservazione delle prerogative degli organi collegiali e la stabilizzazione dei precari (tramite l'immissione in ruolo di 65mila precari in tutta Italia a copertura dei posti vacanti nell'organico di diritto)». Nessuna marcia indietro o ritirata dunque ma solo una tempistica quantomeno infelice che ha fatto sì che meno di 24 ore dopo l’affollatissima e animatissima assemblea del Fossombroni quattro dei cinque sindacati che volevano lo sciopero di sabato abbiano deciso di revocarlo per l’avvio delle trattative. A margine della conferenza stampa Barbara Del Dottore per la Gilda ha voluto anche stigmatizzare «la gravità delle parole con cui il presidente Monti ha parlato degli insegnanti in tv (domenica sera a “Che tempo che fa”, ospite di Fabio Fazio su Rai Tre, ndc), gettando discredito su tutta la categoria. Vorrei replicare al presidente con le parole di Italo Calvino che con ben altro stile diceva che la scuola, a farla bene, logora». Quanto alle vicende strettamente locali unanime il parere dei sindacalisti ieri mattina al Polo Bianciardi: lunedì in Comune si è vissuta una pagina triste per la scuola grossetana. «I problemi sono di più ordini – dichiara Settembrini – Si sono sovrapposti svariati livelli di competenze istituzionali; nel rapporto con l’opinione pubblica e con i lavoratori della scuola non c’è stata trasparenza nel prendere e comunicare le decisioni; la Regione ha sbagliato a lasciare ogni Provincia libera di fare come voleva e le scuole non hanno saputo coordinarsi tra loro». (s.l.)

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