Ladri senza pietà rubano una tomba «Restituitela»
BAGNO DI GAVORRANO. Il telaio al padre di sua moglie l’aveva fatto con le sue mani. «Sa come sono le persone anziane. Non vogliono grandi sfarzi…», spiega. Così, armato di legno e ghiaia bianca, ha...
BAGNO DI GAVORRANO. Il telaio al padre di sua moglie l’aveva fatto con le sue mani. «Sa come sono le persone anziane. Non vogliono grandi sfarzi…», spiega. Così, armato di legno e ghiaia bianca, ha costruito lui quel che serviva per dare una degna sepoltura al suocero. Con ottimi risultati, tra l’altro. Tanto, che qualcuno ha deciso di portarsi via il telaio artigianale, lasciandone un altro sulla tomba marcio e malandato. «Da cani randagi», come lo definisce il protagonista di questa amara vicenda.
Lui si è accorto di questo furto solo domenica mattina, quando ha accompagnato sua suocera, la moglie del defunto, al cimitero di Bagno di Gavorrano. La scoperta è stata tanto tragica quanto sconcertante. «Come si fa a rubare la tomba a un uomo?», si chiede il cittadino. Subito ha denunciato l’accaduto ai carabinieri, fornendo anche le foto che ha scattato al camposanto.
Ma mentre gli investigatori fanno il loro lavoro, la vittima del furto lancia un appello affinché chi ha preso il telaio lo riporti al suo legittimo proprietario. Non è un manufatto qualsiasi, quel telaio. Lo ha realizzato da solo, volendo esaudire l’ultimo desiderio del suocero morente, che sulla tomba non voleva marmo né altro di eclatante.
Quando è arrivato il momento, il genero si è procurato del legno con cui ha realizzato la copertura della fossa, riempendola di ghiaia bianca e di fiori. Una volta terminato, l’artigiano improvvisato ha interrato per bene il telaio nella terra. L’ultima dimora del suocero così è rimasta nel piccolo cimitero della frazione gavorranese per anni. Almeno fino a domenica, quando la fatica dell’uomo per il padre di sua moglie è sparita. Al suo posto un altro telaio, sporco, fatto di legno ormai marcito e del tutto nudo di quell’amore con cui invece era stato realizzato l’originale.
Non appena scoperto il furto, l’uomo ha scattato diverse foto, per andare dai carabinieri e spiegare al meglio cosa era accaduto, munito di prove visive. Ma il suo manufatto ancora non salta fuori. E per questo lancia un appello: «Chiunque l’abbia preso, per favore, lo ridia indietro». (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google