Il Tirreno

Grosseto

I renziani ci credono: «Più elettori»

di Matteo Baccellini
I renziani ci credono: «Più elettori»

Ma il nodo sono le regole: possibili nuove registrazioni solo domani e venerdì, solo a Grosseto e con... “giustificazione”

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GROSSETO. Hanno interpretato come meglio non avrebbero potuto la voglia di cambiamento del paese. A Grosseto come in tutta la Toscana. E ora i Renziani puntano diritti al secondo turno di domenica prossima. Ieri si sono radunati nella sede del comitato per lanciare in Maremma l’attacco decisivo.

«Già parlando nei gazebi e con le persone prima del primo turno - ha detto ieri il coordinatore del comitato per Matteo Renzi, Marco Simiani - avevamo intuito che ci sarebbe stata una massiccia partecipazione. Ma gli oltre 3 milioni e i 18mila votanti qui a Grosseto la dicono lunga». Le primarie hanno lanciato un messaggio preciso: serve un approccio diverso alla politica, non più burocratico.

«Chi ha parlato di inquinamento del voto - è la stoccata di Simiani all’onorevole Sani - ha una visione limitata della realtà. Domenica ha votato chi è deluso dal Pdl ma anche chi ha visto in Renzi il nuovo che avanza e avrebbe votato comunque per il centrosinistra».

Ma la questione centrale si gioca ancora sulle regole per il secondo turno. Ieri sera Simiani e Franco Uliveri (il coordinatore amiatino del comitato) erano a Firenze per la riunione dei comitati provinciali di Italia Bene Comune. In serata è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del coordinamento nazionale. «Gli ammessi al voto saranno quelli già in possesso del certificato di elettore più gli iscritti on line che non hanno completato la registrazione entro il 25 novembre, che dovranno farlo al proprio seggio«.

La registrazione in Maremma sarà possibile anche, attenzione, domani e venerdì solo alla sede grossetana del Pd in via Svizzera, per chi dichiarerà di «essersi trovato per causa indipendente alla propria volontà, nell’impossibilità di registrarsi entro il 25». E il coordinamento valuterà caso per caso, «la consistenza delle cause». Insomma, la famosa giustificazione che non piace a Renzi servirà giovedì o venerdì. Poi sarà troppo tardi.

«L’obiettivo è che possano votare quante più persone possibili», ha ripetuto ieri Simiani. Ma stando così, chi domenica si presentasse alle urne senza essersi registrato, non potrà votare. Lo stesso sindaco di Firenze ieri ha ribadito che «la giustificazione non può essere chiesta, questo è un referendum tra noi e loro». Dove loro, è inevitabilmente l’apparato del Pd che sta dietro a Bersani.

Il tentativo di chiudersi da parte della segreteria del Pd, di un meccanismo farraginoso per scoraggiare nuovi Renziani, aleggia in modo sinistro. Ma intanto Ulivieri ha parlato di una partita tutta da giocare. «Si riparte da zero a zero, il primo tempo è andato bene ma adesso ci attende il secondo».

Parole decise sulle regole per ampliare il numero dei votanti e quindi i consensi. «Se saranno posti limiti e paletti alle nuove iscrizioni, per noi sarà un vulnus significativo. Qualcuno potrebbe avere aspettato proprio il secondo turno e l’effetto valanga».

Insomma, i Renziani puntano su una quantità maggiore di elettori. «Ma qualcuno sembra volercelo impedire». La partita a questo punto si gioca sul filo dei nervi.

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