Il Tirreno

Grosseto

Comune e Pam, la guerra al Tar continua

di Alfredo Faetti
Comune e Pam, la guerra al Tar continua

La rete fognaria al servizio dell’ippodromo passa nei terreni del supermarket: ricorsi e controricorsi

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FOLLONICA. Nella periferia a sud della città, c’è una condotta fognaria che sembra un tormentone. Decine di metri di canali sotterranei, sotto il centro commerciale della Pam Panorama spa, che per la terza volta tornano in aula nella diatriba tra la società (di nuovo ricorsa al Tar) e il Comune di Follonica (che di nuovo si costituisce in giudizio). Il nocciolo della questione riguarda gli atti amministrativi, contestati dalla Pam e perpetuati dall’ente.

In gergo tecnico si dice “asservimento”: in pratica i terreni su cui è costruito il supermercato, di proprietà della società, sono oggetto di una procedura per cui il Comune ne fa uso per il mantenimento della condotta. Come detto, sono tre gli episodi di questa saga, per altrettanti provvedimenti. Il primo è un’ordinanza in autotutela, datata 2010, con cui il Comune prevede l’asservimento di quei terreni, poi acquistati dalla Pam, per collegare l’impianto di depurazione del nuovo ippodromo alla pubblica fognatura. Alla Follonica Corsa Cavalli (società a capo della struttura ippica) il compito di realizzare la condotta fognaria, all’amministrazione quello della manutenzione.

Ma questo primo atto si cancella da solo, quando il Comune annulla l’ordinanza «preso atto degli errori compiuti». Così ha detto il Tar, che già nel 2011 diede ragione alla Pam.

Infatti (e siamo al secondo capitolo) una volta auto annullata l’ordinanza, il Comune ha provveduto alla costituzione di servitù di fognatura sui terreni della società del centro commerciale. Altro provvedimento e di nuovo tutto torna sui banchi del Tribunale, che accoglie il ricorso contro l’ente. «L’iter complessivo – si legge nelle motivazioni – è stato caratterizzato da una totale assenza di momenti partecipativi a favore della società». In sostanza, dice il Tar, finché alla Pam non è stata notificata l’ordinanza del 2010, i vertici societari non sapevano nulla di questa vicenda legata alla condotta fognaria In quell’occasione, alla fine del secondo capitolo (la sentenza è arrivata alla fine della primavera scorsa) il Comune è stato condannato a pagare le spese processuali, per un totale di 3mila euro. Ma è rimasta aperta la questione di cosa fare della condotta. Così arriviamo ai giorni nostri: il Comune ha emesso un nuovo procedimento per prendere in mano la situazione di quella fogna e per la terza volta la Pam ha impugnato il documento al Tar. E l’amministrazione, dal canto suo, non ha potuto che costituirsi in giudizio.

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