Il Tirreno

Grosseto

Abuso d’ufficio e falso Bizzarri prosciolto dal gup

di Pierluigi Sposato
Abuso d’ufficio e falso Bizzarri prosciolto dal gup

Non luogo a procedere per la multa da 72 euro fatta pagare a metà Scagionati anche il comandante della polizia municipale e una agente

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GROSSETO. Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni ma intanto il sindaco Maurizio Bizzarri tira un respiro di sollievo. Il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha prosciolto lui, nonché Folco Amerini (comandante della polizia municipale) e Manola Lonzi (agente del corpo) dalle contestazioni di abuso d'ufficio e falso ideologico per la multa da 72 euro pagata soltanto a metà. Un danno da 36 euro per le casse del Comune, un vantaggio al multato.

Amerini è stato invece rinviato a giudizio per le ulteriori contestazioni mosse dal pm Pizza, che interessavano solo lui: omessa denuncia di reato, occultamento di atto pubblico, rivelazione di segreto d'ufficio, favoreggiamento personale nei confronti dell’allora (2007) assessore Marcello Florini e di Patrizio Biagini in relazione a un abuso edilizio e ambientale. Udienza il 16 gennaio. «Accuse di cui sapremo dimostrare l’estraneità in dibattimento - dice l’avvocato Massimiliano Arcioni difensore con Govi (Lonzi è assistita da Guazzini e Solignani) - Un approfondimento è comunque necessario».

L’accusa aveva chiesto il rinvio a giudizio del sindaco, assistito dagli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle, i quali avevano invocato il prosciolgimento del proprio assistito.

Sindaco, era preoccupato? «No, ero tranquillo perché fiducioso che la questione sarebbe stata compresa. Magari ero un po’ infastidito dall’enfasi con la quale era stata all’epoca data la notizia». Adesso comunque è soddisfatto? «Certamente, anche per l’immagine di me che viene fuori da questa vicenda. Questo non luogo a procedere testimonia la correttezza dell’operato mio e dei miei collaboratori. Un aspetto ancora più importante oggi, in un momento in cui noi amministratori siamo additati non sempre a ragione come cattivo esempio, finendo al centro dell’attenzione».

Bizzarri era accusato di essere intervenuto illegittimamente per le due contravvenzioni ricevute da un dipendente delle Bandite di Scarlino (presidente proprio Bizzarri) che si sarebbe lamentato con lui al telefono (agosto 2008). I verbali della polizia municipale riguardavano la sosta in senso contrario al senso di marcia e la sosta in zona di divieto. Il sindaco avrebbe invitato a correggere l’importo sul bollettino il dipendente, che avrebbe pagato una sola delle due multe e cioè 36 euro invece che 72. Bizzarri avrebbe poi anche concorso con Lonzi e Amerini al falso ideologico costituito dall’inserimento di dati non veritieri nel sistema informatico di gestione delle violazioni al codice della strada.

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