Finanza
Trappole per la pesca nel Golfo, numerose denunce
SCARLINO. Trappole per la pesca nel Golfo di Follonica. La denuncia è stata formalizzata dall’associazione Mare Nostrum dopo una assemblea dei pescatori professionisti della piccola pesca del Puntone,...
SCARLINO. Trappole per la pesca nel Golfo di Follonica. La denuncia è stata formalizzata dall’associazione Mare Nostrum dopo una assemblea dei pescatori professionisti della piccola pesca del Puntone, assemblea che ha visto anche delicati momenti di scontro fra i pescatori locali e quelli esterni al territorio, ed è stata inoltrata alla Capitaneria di Porto, alla Regione Toscana, all’Arpat, al Ministero dell’Ambiente e al Direttore Generale della pesca marittima.
Le denunce verbali sono già state numerose e contestano l’uso di trappole mobili da parte di pescherecci che attraccano nel porto del Puntone ma da ricondurre a società armatrici campane. «Non si tratta di “nasse” ma di vere e proprie trappole vietate per legge – spiega l’associazione - visto che il regolamento europeo prevede l’utilizzo esclusivamente di 250 nasse per peschereccio, mentre la disciplina della pesca marittima riguardante le trappole mobili prevede l’utilizzo delle stesse per una singola operazione di pesca, con obbligo di risalparle a bordo dopo una breve sosta. Invece le trappole vengono calate negli ultimi anni in numero sempre più crescente, creando danno ambientale marino ed alterando gravemente l' ecosistema visto che catturano anche i pesci di piccolisisma taglia». Inoltre le imbarcazioni in oggetto non rispettano le normative europee e neanche la disciplina marittima riguardante il modo di pesca attuale. I pescatori che non si avvalgono delle suddette trappole versano ormai in una condizione insostenibile poichè non riescono più a lavorare, visto che lo specchio di mare del Golfo è disseminato di queste trappole che danneggiano gravemente anche le loro reti. A causa della loro presenza permanente, le trappole infatti non vengono mai portate a terra e quando esse non sono più utilizzabili vengono abbandonate nei fondali marini, il quantitativo di pesce pescato dalle altre unità è notevolmente diminuito recando grave danno e disagio alle famiglie».
Per questo Mare Nostrum ha chiesto l’intervento delle autorità preposte affinché tutte le imbarcazioni che operano nel Golfo seguano la normativa europea e nazionale. L’assemblea dei pescatori, che ambisce alla costituzione di un vero e proprio consorzio di gestione, ha chiesto anche una maggiore restrizione alla possibilità di pesca dei diportisti.
Michele Nannini
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