La manifestazione
E il disastro fa “migrare” anche le nozze
FONTEBLANDA. Avevano deciso di sposarsi sei mesi fa. Un rito intimo e senza troppi sfarzi quello programmato da Andrea Franci e Olga Eufrin, maremmani decisi a pronunciare il fatidico sì in uno dei...
FONTEBLANDA. Avevano deciso di sposarsi sei mesi fa. Un rito intimo e senza troppi sfarzi quello programmato da Andrea Franci e Olga Eufrin, maremmani decisi a pronunciare il fatidico sì in uno dei luoghi a cui erano più legati Aal mondo, la chiesa di Albinia.
Non tutto, però, è filato liscio secondo i piani, e a quindici giorni dal matrimonio il loro campanile si è trasformato - dopo l’alluvione che ha devastato l’abitato - in base logistica per la distribuzione di beni di prima necessità alla popolazione e centro nevralgico del volontariato organizzato. La loro chiesa, il loro altare sono diventati centro di accoglienza. Al posto delle panche per gli invitati, vestiti, cibi, pannoloni, latte per bambini, stivali per calpestare il fango.
Per nulla fatalisti e convinti che l'inagibilità della chiesa non fosse un divino segnale avverso, gli sposini hanno dunque optato per lo spostamento della location, ma non della data.
I fiori d’arancio sono sbocciati, alla presenza di don Alessandro, parroco albiniese, nel vicino paese di Fonteblanda. Tutto è dunque “migrato” lì, nella frazione vicina. Ad accompagnare la coppia all’altare il piccolo Edoardo, a cui è stato regalato il battesimo proprio nel giorno della celebrazione dei propri genitori. Insomma, fango e acqua avranno tolto il sorriso ad un intero comune, ma non la voglia di due giovani nel giurarsi amore eterno.
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