Il Tirreno

Grosseto

Analisi ok, laguna non inquinata

La Regione: «Dopo una settimana, gli studi di Arpat sui campioni prelevati danno esito negativo»

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ORBETELLO. La laguna di Orbetello non risulta inquinata. A dimostrarlo sono i risultati delle analisi chimiche ed ecotossicologiche effettuate da Arpat alla fine della scorsa settimana. Lo annuncia l’assessorato all’ambiente e all'energia della Regione toscana, quello di Anna Rita Bramerini.

Subito dopo l’alluvione che ha colpito la Maremma, infatti, i tecnici dell’agenzia regionale avevano avviato una lunga serie di monitoraggi per verificare lo stato di salute delle acque lagunari. In molti sostenevano che vi fosse la seria possibilità che le acque fossero compromesse dall’alluvione, e che l’Albegna tracimato avesse trascinato con sé - fin dentro lo specchio acqueo di Ponente e Levante - tutto quel che aveva incontrato nel suo cammino. Inclusi idrocarburi, resti di benzina, parti di distributori divelti o trattori agricoli; materiale (insomma) inquinato e inquinante. L’allarme è rimasto altissimo per giorni; ma intanto chi gestisce l’economia lagunare ha fatto prelevare i campioni d’acqua ad Arpat per verificare lo stato d’inquinamento, nella speranza che così non fosse.

È notizia di ieri che sono in regola i campioni analizzati dalla laguna orbetellana. I prelievi erano stati effettuati nei giorni 19 e 20 novembre. «Non risulta alcun inquinamento da idrocarburi di origine petrolifera del tipo olio o gasolio, né da idrocarburi volatili del tipo benzene», spiega la Regione. Come negativo è anche il test di tossicità acuta. L’esame è stato effettuato nelle acque lagunari con batteri bioluminescenti (cioè batteri che muoiono in presenza di agenti inquinanti) e il risultato ha mostrato totale assenza di tossicità. In allarme, ovviamente, erano stati i pescatori che gestiscono la laguna - la cooperativa La Peschereccia e la Orbetello pesca lagunare presiedute da Pier Luigi Piro e Lindo Bondoni - e che, dopo l’esondazione dell’Albegna in laguna, avevano preso la sofferta decisione di aprire i cancelli a mare. La pressione enorme aveva rischiato di travolgerli, ma erano riusciti lo stesso nell’impresa per decomprimere il livello dell’acqua. Così facendo hanno perso tonnellate di pesci. Dunque, per loro (scongiurato il pericolo inquinamento) è soprattutto il problema economico. Nessun danno, invece, sul fronte della commistione tra acqua dolce e acqua salata. Le analisi fatte fare da Mauro Lenzi, biologo lagunare, hanno dimostrato che l’acqua dolce del fiume è rimasta in superficie, senza abbassare la salinità della laguna. Anche su questo fronte, dunque, così come su quello della analisi chimiche sull’inquinamento da idrocarburi, lo specchio acqueo pare fortunatamente uscire indenne dal disastro che si è abbattuto sulla zona sud. (el. gi)

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