Il dolore
Urbanistica bollente Provincia e Comune si tirano ceffoni
Il vicepresidente Sabatini replica a Cerulli: «Sfida pubblica? Idea populista e puerile. Se vuole il dialogo, lasci stare il Tar»
MONTE ARGENTARIO. «Quando mi è stato chiesto, da chiunque, di spiegare i motivi delle scelte mie e della Provincia l'ho sempre fatto, anche pubblicamente, senza alcun problema. Figuriamoci se mi preoccupo a farlo se me lo chiede un sindaco».
Marco Sabatini, vicepresidente della Provincia di Grosseto, replica così alla sfida lanciata dal sindaco Arturo Cerulli sul Regolamento urbanistico di Monte Argentario, approvato nella scorsa primavera e per il quale il Comune è stato convocato in conferenza paritetica. «Prima però – chiosa l’assessore di Sel – Cerulli faccia un atto di responsabilità e dialogo istituzionale e ritiri il suo ricorso al Tar». Quel ricorso che il sindaco presenterà, convinto di essere stato vittima di scelte politiche e non tecnico-amministrative.
«Io e Cerulli rappresentiamo due istituzioni democratiche che dovrebbero collaborare per fare il bene del territorio, confrontandosi nelle sedi opportune», continua Sabatini. «Per questo durante tutta la fase dell’adozione e approvazione del Regolamento urbanistico la Provincia ha dato massima disponibilità a verificare insieme la coerenza tra questo e il Ptc provinciale. E dopo l’approvazione del Regolamento, riscontrati degli elementi di illegittimità e di contrasto con il nostro Piano, abbiamo comunicato al Comune la disponibilità a collaborare. Con una conferenza paritetica, proposta dall’ufficio tecnico, e voluta da tutta la giunta provinciale, non solo da me».
Il vicepresidente della Provincia, insomma, ribadisce di non gradire l’irruenza del sindaco Cerulli che ha preso la via del ricorso, gridando al boicottaggio politico: «Ma poi il sindaco lancia una sfida personale, una specie di duello rusticano come se la contesa fosse tra me e lui. Dando addirittura la disponibilità a farlo a casa mia, a Porto Ercole: ma forse lui non è il sindaco di tutto l'Argentario? Francamente questo stile, un po’ populista e un po’ infantile, non mi appartiene e non appartiene all’istituzione che rappresento. Tra pochi giorni in consiglio comunale il sindaco parlerà proprio del Regolamento urbanistico: perché non mi ha invitato?».
L’ultima puntualizzazione del giovane politico di sinistra è poi di quelle che pungono, e si riferisce alla sottile critica fattagli per il presunto uso eccessivo di un linguaggio politico troppo forbito: «Il mio non è politichese, caro Arturo. Anche perché è da così poco che faccio politica da non avere neanche avuto il tempo per apprenderlo», conclude Sabatini. «Forse tu potresti in questo senso insegnarmi qualcosa visto che nella politica ci sguazzi da decenni, prima vicino al Partito comunista, poi in una lista civica e oggi con Berlusconi».
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