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Grosseto

L’ennesima condanna per Gino spaccalunotti

L’ennesima condanna per Gino spaccalunotti

Cinque episodi risalenti al 2011 da lui stesso ammessi: 1 anno e 3 mesi L’ultima perizia: Fatarelli soffre di un disturbo della personalità antisociale

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GROSSETO. Quindici mesi di reclusione la condanna per Gino Fatarelli, 57 anni, l'ex infermiere grossetano noto anche come "spaccalunotti". E proprio per reati di danneggiamento di auto avvenuti tutti con le medesime modalità (cinque, commessi nel 2011 più o meno nelle consuete zone di azione) e ammessi dallo stesso imputato, Fatarelli è stato giudicato all'udienza preliminare con il giudice Bilisari con il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo sulla pena in caso di condanna. E in questo caso la condanna era scontata, dal momento che lo stesso imputato aveva ammesso le proprie responsabilità.

Fatarelli - detenuto nel carcere di Grosseto per fatti più recenti e come sempre difeso dall’avvocato D’Amato - era presente all'udienza. I fatti sostenuti dal pm Maffeo erano stati commessi mentre Fatarelli era sottoposto a misura di prevenzione e ciò ha costituito un'ulteriore contestazione. L'accusa aveva chiesto 1 anno e 10 mesi ma il giudice ha ridotto la pena.

L’ex infermiere è detenuto dall’estate scorsa: a luglio aveva avuto un anno per sette-otto vetri di auto mandati in frantumi nella zona di San Rocco a Marina di Grosseto, una zona per lui inconsueta visto che i suoi “teatri” di azione sono generalmente quelli di via Saffi e via Etruria (ma tempo fa era stato sorpreso nella zona del Puntone - era l’estate 2006). Era stato arrestato, processato e messo in carcere.

Su di lui, sono state effettuate numerose perizie psichiatriche. L’ultima è quella che lo individua come una persona che soffre di un disturbo della personalità antisociale. Un disturbo che non gli impedisce di intendere e volere né di seguire il processo. Ma Gino ha bisogno di essere curato: fuori dal carcere, magari in un centro specializzato. Lo dice il dottor Armando Ceccarelli, l’ultimo psichiatra che era stato incaricato di sondare la mente dell'ex infermiere. La perizia era arrivata dopo l'ennesimo gesto di danneggiamento, quello avvenuto il 9 marzo scorso in via Etruria, quando un sasso aveva mandato in mille pezzi il lunotto di una Fiat 500: Fatarelli, visto da una guardia giurata, era stato arrestato dai carabinieri.

In attesa di individuare un centro in cui possa essere efficacemente curato, Fatarelli resta in carcere. Un luogo in cui, come dice lui stesso, non si trova male: perché è seguito e in qualche modo curato. E tra quelle quattro mura gli sembra di riuscire a sconfiggere quell’impulso irrefrenabile che periodicamente lo porta a scagliarsi contro i lunotti posteriori delle auto in sosta. Un disturbo però da curare: un disturbo che da solo non lo abbandonerà mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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