Immobili fantasma Orbetello rischia 420mila euro
ORBETELLO. Una richiesta di risarcimento da parte di un privato nei confronti del Comune di Orbetello che potrebbe portare al pagamento di oltre quattrocentomila euro. A chiedere il rimborso è il...
ORBETELLO. Una richiesta di risarcimento da parte di un privato nei confronti del Comune di Orbetello che potrebbe portare al pagamento di oltre quattrocentomila euro. A chiedere il rimborso è il mobilificio artigiano Fratelli Bragaglia di Albinia, proprietario di un terreno occupato a suo dire senza titolo dall’ente pubblico.
Tutto ebbe inizio nel 1983 quando il consiglio comunale approvò un progetto per il completamento del verde pubblico attrezzato nella frazione di Albinia.
L’area individuata insisteva proprio su un lotto privato della suddetta famiglia, con la quale fu pattuito un prezzo di cessione pari a 220 milioni di vecchie lire. Il Comune pagò nel 1985, a titolo di acconto del 20 per cento, l’importo di 60 milioni al procuratore della società, due terzi dei quali spettavano ai Bragaglia stessi. Fin qui nulla di strano, tant’è che l’ente della Bassa Maremma, sicuro dei propri titoli, si sentì autorizzato a costruire impianti sportivi quali campi di calcio e tennis, e relativi annessi come spogliatoi e area ristoro, con uno spazio utilizzato da anni per l’organizzazione di sagre.
Qualcosa però ha rotto le righe di ciò che sembrava un normale passaggio di proprietà: con l’edificazione dell’ultimo immobile da parte del Comune di Orbetello, circa sei anni fa, e la morte di un socio della società, l’Agenzia del Territorio ha intimato all’unico erede rimasto l’accatastamento degli immobili realizzati, considerati dallo Stato “fabbricati fantasma” (dicitura riferita appunto ad opere realizzate e mai accatastate).
Nel 2010 il Bragaglia ha quindi presentato un ricorso contro il Comune di Orbetello per il pagamento dell’indennità di occupazione del suolo. L’indennizzo e la regolarizzazione degli atti amministrativi per il definitivo passaggio di proprietà non dev’essere però arrivata, tant’è che, nel maggio 2012, viene notificato all’amministrazione orbetellana un altro ricorso al tribunale di Grosseto, dove l’imprenditore albiniese reclama il pagamento della somma ancora dovutagli, ottanta mila euro, che diventerebbero ben quattrocentoventi mila con interessi e rivalutazione.
Un’azione che non è stata certo apprezzata dalla giunta di centrosinistra, seppur subentrata a contenzioso avviato, che ha deciso di costituirsi in giudizio e incaricare l’avvocato già investito della questione, Nicola Tamburro, a tutela dei propri interessi. Le motivazioni di tale scelta sono riportate nella delibera 327 del 16 novembre scorso: «essendo stata definita l’intera posizione con il procuratore speciale della società e comunque essendo ogni pretesa risarcitoria estinta per prescrizione».
In parole povere: il comune non intende affatto risarcire il privato, poiché ritiene di non dovere pagare per l’occupazione del terreno in questione. «Abbiamo acquistato i terreni anche se non c’era stato formale passaggio di proprietà», spiega l’assessore al bilancio Luca Aldi». I termini per avere questo risarcimento, secondo l’amministrazione, sarebbero dunque scaduti.
Claudia Della Verde
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google