Gioco
DUE I TEMI APERTI: SOLDI PER I DANNI E PREVENZIONE
di GUIDO FIORINI I. l tempo aggiusta molte cose. Ma ha anche un grande difetto: fa dimenticare. Del diluvio di due settimane fa, però, ci sono aspetti che non possono essere lasciati all’oblìo. Per...
di GUIDO FIORINI
I. l tempo aggiusta molte cose. Ma ha anche un grande difetto: fa dimenticare. Del diluvio di due settimane fa, però, ci sono aspetti che non possono essere lasciati all’oblìo. Per questo, finché non avranno una conclusione positiva, saranno due nostre battaglie.
Il primo sono i risarcimenti per i danni: il sistema idrico è quasi totalmente pubblico. Il disastro di Albinia è stato causato da piogge mai viste per intensità, ma anche dal mancato funzionamento di quel sistema, a partire dagli errori di pianificazione del territorio. Quindi i soldi per le famiglie e le aziende, tutti quelli che servono, devono arrivare in fretta. Chi scrive ha avuto la casa alluvionata all’Elba, un anno fa: abbiamo spalato il fango e l’abbiamo resa di nuovo abitabile ma, a oggi, i rimborsi avuti ammontano a 0 (zero) euro. In Maremma non ci possiamo permettere ritardi del genere, c’è un’economia da ricostruire. E una stagione turistica che è più vicina di quanto sembra.
Il secondo aspetto è la prevenzione. In particolare per l’Ombrone. In queste due settimane, parlando con politici e tecnici (tutti gli articoli sono su www.iltirreno.it/grosseto), abbiamo capito alcune cose.
1) Nella notte fra lunedì 12 e martedì 13 abbiamo rischiato di brutto: l’argine stava cedendo alla Steccaia, l’acqua ne stava mangiando almeno 400 metri e il livello era al limite; 2) era pronto un piano di evacuazione per mezza città e per l’ospedale; 3) la golena è larga 6 km proprio alla Steccaia e poi si stringe a 800 metri al ponte Mussolini. L’effetto imbuto porta un aumento enorme della pressione sugli argini e della velocità della corrente; 4) negli ultimi 40 km del corso del fiume, per quanto è stato costruito a ridosso degli argini, non ci sono ulteriori spazi per allargare la golena; 5) il fiume, in pianura, è colmo di detriti, ghiaia, sassi e sabbia, che ne alzano il fondo e, restando nell’alveo, non alimentano le spiagge di Marina e Principina.
Per non rischiare di nuovo, al di là di un attento taglio delle piante senza togliere le radici, di una manutenzione puntuale degli argini e di un dragaggio razionale del fondo, servono invasi a monte, sugli affluenti. Uno è già in previsione sul Gretano, ma non basterà. Il problema è che l’Ombrone non è classificato come fiume ad alto rischio, quindi i lavori sono in carico ai Comuni, molti dei quali (in particolare quelli in provincia di Siena) hanno meno interesse di Grosseto. E zero soldi. Solo un cambio di classificazione lo porterà in carico alla Regione, consentendo interventi di ampio respiro su un bacino enorme che si estende in parte nel Grossetano e in parte nel Senese.
Ci auguriamo che il rischio corso due settimane fa sia sufficiente e che non debba essere (prima) allagata la città per cambiare (poi) la classificazione. I fatti dimostrano, purtroppo, che se si interviene prima che i disastri accadano, si risparmiano parecchi soldi. Buoni politici dovrebbero saperlo e muoversi di conseguenza. Noi valuteremo i fatti, senza fare sconti a nessuno.
@guifiorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google