Sicurezza
Centenarie truffate: oltre 300mila euro
Il raggiro dell’amica 74enne scoperto dal nipote in Venezuela grazie alla badante: «Chiese un anticipo sulla liquidazione»
CASTEL DEL PIANO. La vicenda delle due centenarie di Castel del Piano che si sono trovate i conti svuotati di centinaia di migliaia di euro e per cui è stata denunciata una settantaquattrenne del paese amiatino, non ha mancato, come si supponeva, di suscitare in tutta la comunità, sconcerto e meraviglia.
E adesso che la cosa è diventata di pubblico dominio, si arricchisce di ulteriori particolari. Per aggiungerne qualcuno di fronte all’opinione pubblica, si muove, addirittura, per telefono, dal Venezuela, il nipote delle zie derubate.
Anche l’avvocato di Castel del Piano, Maurilio Toninelli, che patrocina la causa delle due signore centenarie, racconta per filo e per segno come pesante sia stato questo periodo per le sue due clienti e quale trambusto abbia provocato nella loro tranquilla routine un evento tanto drammatico. In primis il nipote ha voglia di parlare e urlare il suo rammarico e la sua delusione:
«Sono il nipote delle due signore centenarie che sono state derubate e chiamo dal Venezuela - è il suo esordio al telefono - Sono proprio io ad aver scoperto l’ammanco dal conto delle zie. Non sono 250.000 euro, ma oltre 300.000 i soldi spariti».
Un danno ancora maggiore. L’uomo racconta fin nei dettagli la vicenda e le modalità della scoperta dell’ammanco, fatti che sono stati poi confermati anche dall’avvocato Maurilio Toninelli: «I prelievi strani sono iniziati nel 2009, con un ritiro di 8.000 euro dal conto di una zia e sono continuati per più di due anni e mezzo.
L’occasione che dette il via alla denuncia ai Carabinieri da parte mia fu la richiesta della badante delle zie che voleva un anticipo sulla sua liquidazione, circa 14.000 euro da togliere dalla somma di fine rapporto». Niente da eccepire, disse il nipote. «Ero arrivato dal Venezuela a Castel del Piano per una visita alle zie e avevo tempo di sbrigare per loro questa commissione. Così decidiamo di andare in banca per fare il prelievo. Era la scorsa primavera. Ma in banca ci aspettava la brutta sorpresa. Delle somme accantonate dalle zie c’erano rimaste solo le briciole. Io francamente non sapevo nulla della consistenza dei loro risparmi. Sapevo soltanto che non avevano problemi di denaro. Quando venivo a trovarle dal Venezuela, lasciavo loro duemila, tremila euro per regalo, perché pensavo di far loro un omaggio. Non cifre straordinarie, perché capivo che non ne avevano bisogno. Era solo per un complimento».
Il nipote delle vecchie signore è in Venezuela persona notissima. Fra l’altro ha anche giocato per alcuni anni nella serie A di una squadra venezuelana, ha un ottimo lavoro ottimo come il fratello che è pilota.
«Dunque, continua, nell’analisi dei conti, ci accorgemmo subito che di denaro ne era sparito parecchio e feci immediata denuncia ai carabinieri». «La persona responsabile della sottrazione del denaro - aggiunge l’avvocato Toninelli - si comportava in modo furbo. Operava su due conti correnti intestati alle due sorelle. E quando l’uno scendeva troppo, faceva prelevare dall’altro. Una volta toccava a una signora e un’altra volta all’altra. Un balletto di equilibri, studiati nel particolare. L’analisi dei movimenti bancari degli ultimi due o tre anni svelavano l’entità delle cifre prelevate. Era stata tolta anche la delega alla persona fidata che per anni aveva amministrato i conti delle centenarie, con correttezza e rigore»,spiega Toninelli.
E il nipote afferma: «Alle zie veniva detto che 15.000 euro servivano per il tetto della cappella, altre somme per l’avvocato e così via. E soprattutto una delle zie, quella che ha la memoria molto “corta” (si ricorda le cose lontane, ma per nulla quelle vicine) era facilmente raggirabile. E d’altra parte entrambe sono ormai come bambine, consideriamo che una ha quasi 100 anni e l’altra ne ha festeggiati 101 la scorsa estate. Addirittura 9.000 euro sono spariti quando io ero venuto in Italia. Stavo facendo un giro a Venezia e dal conto sono andati via 9.000 euro in mia assenza. Tutto calcolato».
Le indagini dei Carabinieri e della sezione Pg dei Carabinieri della procura sono sfociate nella denuncia dell’amica settantaquattrenne che frequentava la casa delle due anziane e che era considerata persona fidata. L’11 dicembre prossimo a Grosseto, si terrà davanti al giudice Montesarchio, l’incidente probatorio e la nomina del perito del tribunale, il dottor Fabrizi, che dovrà stabilire se le due anziane sono capaci o no di intendere e di volere.
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