Attenzione
«Non ho ancora visto un euro per quel restauro»
Protesta con il Comune il titolare della ditta Corema incaricata dei lavori della Torre dell’orologio
ORBETELLO. «Non riusciamo a capire il perché di questo trattamento da parte del Comune di Orbetello. Non vogliamo nessun regalo, soltanto quello che ci spetta».
A parlare è Giuseppe Donnaloia, titolare della ditta Corema di Pisa, la quinta, in graduatoria, ad essersi aggiudicata il bando per il restauro della Torre dell’orologio in piazza Eroe dei due Mondi.
Una storia – quella raccontata dall’imprenditore pisano – che affonda le proprie radici a giugno di questo anno, quando, a seguito dell’interruzione dei rapporti tra ente lagunare e quarta azienda aggiudicataria dell’appalto (per un’irregolarità contributiva di quest’ultima), si era provveduto a scorrere la lista e puntare il tutto per tutto sull’affidabilità di una piccola impresa a conduzione familiare.
La Corema è infatti guidata da due coniugi specializzati nell’arte del restauro da quasi trent’anni, che adesso lamentano gravi mancanze da parte dell'amministrazione locale, la quale non si è ancora mossa per far pervenire loro alcun pagamento sulle opere realizzate fino ad oggi.
Le avvisaglie su quanto poi sarebbe accaduto si sono manifestate da subito, precisamente nel momento in cui fu richiesto un ponteggio poco impattante sulla piazza per non creare troppo disturbo alle limitrofe attività commerciali (tra cui un ristorante ed una gelateria).
«A fronte di una nostro investimento di circa venticinquemila euro per un ponteggio a norma – spiega l’imprenditore – i calcoli del tecnico delegato dal Comune e incaricato di monitorare i lavori si sono basati sui metri quadrati, arrivando a stimare una cifra di diecimila. Così non riusciamo a pagare neanche le spese».
In più, secondo Donnaloia, i metri quadrati scritti nel capitolato non corrisponderebbero alla realtà, ma sarebbero molti meno e ciò comporterebbe un ulteriore ribasso alla monetizzazione dei lavori.
Ma non finisce qua: nella parte della facciata principale le operazioni sono state sospese per aprire l’arco centrale del palazzo del Governatore «dopo sette mesi di lavori, oltre a non aver visto un euro non ho ancora avuto la variante – prosegue il restauratore, il quale, pur in apprensione per il proprio futuro e avvelenato dalla situazione, si allontana da un giudizio critico su una presunta malafede degli amministratori orbetellani – mi sono esposto con quarantamila euro di tasca mia e i debiti si fanno sentire».
Ma la beffa più grande per l’azienda che ad oggi ha quasi ultimato le opere, nonostante i rimborsi zero, riguarda le scadenze.
«Ho utilizzato un tinteggio diverso da quello che compro di solito, l’ha scelto l’architetto delegato dal Comune ed è il migliore in assoluto, ma richiede tempi di asciugatura lunghissimi e ho dovuto chiedere una proroga sui tempi di consegna, che stamattina (ieri, ndc.) mi è stata negata».
Questo vorrà dire che, oltre al denaro non ancora ricevuto, il signor Donnaloia sarà costretto, per legge, a pagare una penale di centosessanta euro al giorno per non aver rispettato il termine perentorio di centoventi giorni per la conclusione dei lavori. Insomma, un’altra mazzata.
«Siamo comunque costretti a rimanere qua. Continuiamo a pagare nonostante il Comune sappia in che situazione ci ha messo – conclude amareggiato il responsabile della Corema – indebitati con fornitori, con l’elettricista, con il falegname, il fabbro e gli operai. Se aprissimo però un contenzioso adesso avremmo la certezza di non vedere davvero nulla».
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