La manifestazione
La telecamera accende la polemica
Centrosinistra allergico all’iniziativa del Movimento 5 Stelle
GROSSETO. È insofferente la maggioranza di centrosinistra, in consiglio comunale, di fronte alla telecamera degli attivisti del Movimento 5 Stelle e così va via un'ora di discussione, proprio sulla legittimità di quella presenza, mentre l'occhio indiscreto degli attivisti del movimento di Beppe Grillo ha continuato a riprendere.
L'obiettivo, sembra di capire, era anche quello di tenere sotto controllo i consiglieri della maggioranza, per vedere se avrebbero avuto il coraggio, ancora una volta, di far venire meno il numero legale impedendo al consiglio di discutere una lenzuolata di mozioni – ben 7 quelle all'ordine del giorno del consiglio di ieri – presentate proprio dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Giacomo Gori.
A dare fuoco alle polveri è stato il consigliere del Pd Saimo Biliotti che ha posto al presidente del consiglio comunale il problema della legittimità della presenza della telecamera, perché «dire che è una telecamera dei cittadini – ha detto Biliotti – a me non basta». Tanto è stato sufficiente per dare il via a una discussione che si è protratta per almeno un'ora, con il segretario comunale Mario Venanzi che ha letto la norma del regolamento che prevede che sia il presidente del consiglio ad autorizzare la trasmissione delle sedute attraverso televisioni o radio, ma ha anche aggiunto che quella norma dovrebbe essere modificata.
Il presidente del consiglio Paolo Lecci, pur affermando di non avere nulla in contrario, ha perso le staffe quando ha visto la luce rossa della telecamera puntata verso di lui. I ragazzi del Movimento 5 Stelle hanno coperto la “fastidiosa” luce con un adesivo e la telecamera è rimasta accesa. Dai banchi del Pd non sono mancati interventi che manifestavano una certa allergia alla presenza di telecamere, nonostante le sedute siano già trasmesse in streaming su Internet. Roberto Panfi (Pd) pur ammettendo che proprio questo tipo di discussioni non fa altro che alimentare l'antipolitica, ne ha fatto una questione di stile e di buona educazione.
«Quando si va a casa degli altri si chiede come ci si deve comportare, altrimenti è arroganza» ha detto, pur affermando che il consiglio è pubblico. La telecamera, però, ha continuato a registrare, nessuno ha chiesto che venisse spenta. «Sono un po' invidioso del Movimento 5 Stelle – ha detto il segretario di Sel, Davide Buzzetti, evidentemente non disturbato da quella presenza – per la visibilità che gli abbiamo dato oggi».
(e.p.)
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