Il Tirreno

Grosseto

Fango, case e paura Il caos dell’alluvione nei disegni dei bimbi

di Elisabetta Giorgi
Fango, case e paura Il caos dell’alluvione nei disegni dei bimbi

L’elicottero dei vigili che salva una famiglia, le persone intrappolate dal fango: il disastro visto dagli alunni di 5 anni

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ALBINIA. L’asilo di Albinia ha riaperto le sue porte, e i bambini hanno disegnato il disastro. Con occhi sorridenti e felici, Riccardo - 5 anni - raffigura il proprio salvataggio in elicottero. Si vedono il velivolo, la mamma, un “signore” (che è il vigile del fuoco), e una persona in gabbia che sarebbe lui; altri bambini ancora dipingono l’alluvione con macchie informi di fango, come schizzi di melma o secchi di vernice gettati sul foglio. “Lino”, “Linda”, “la mia famiglia”. “Il fango”. Poche parole, stilizzate, per condensare un disastro.

È giovedì quando la scuola di Albinia spalanca di nuovo le sue porte. È stata chiusa per giorni, pur non essendo inagibile. Ed è la prima volta che le maestre incontrano i bambini a scuola, dopo l’11 novembre. Agli alunni viene chiesto di raccontare “a voce” le loro emozioni, le loro avventure e disavventure: come la loro vita è cambiata in questi dieci giorni. E loro si prestano, parlando a ruota libera. Hanno dai 3 ai 5 anni. Come Riccardo, che vive a Barca dei Grazi e ricorda per filo e per segno come la sua casa sia travolta dall’onda di piena. Racconta del filo che gli viene agganciato, del signore che lo tiene stretto mentre lui vola da sua madre e suo padre. Completamente minuscolo e profondo al cospetto dell’alluvione. Come lui, anche gli altri ripercorrono quelle ore travolte dalla piena, con i genitori che spalano e i cani che scappano. Poi è la volta dei disegni.

«Prendete un pennarello e fate un disegno a piacere», dicono le maestre. E loro - quasi tutti - si mettono a disegnare l’alluvione. Ecco case stilizzate, ecco il fango che in forma geometrica e spigolosa colora di grigio il foglio bianco. Ecco le persone, nel foglio, e in terra la scritta “il fango”. In un disegno si vede una casa che si solleva con il tetto irto come una guglia. Si scorgono “la mia casa”, “babbo”, “io”. E lui, il piccolo disegnatore, si autografa a lettere maiuscole: Tommaso. In un altro disegno c’è chi si diverte a scrivere in senso inverso, come fosse allo specchio. Un vezzo piuttosto abituale, nella prima infanzia, quando il bimbo si diverte a invertire la direzione ortografica. Forse perché è un mondo che scorre al contrario, l’alluvione, e i bimbi non la decifrano per intero. Eppure - ingenui e candidi - lo dipingono con sguardo puro. Chi li conosce e li incontra ad Albinia, li trova sereni e composti. Anche con il disegno, con i loro piccoli gioielli su carta, superano il disastro.

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