Il Tirreno

Grosseto

Con le roulotte distrutte se ne va anche il turismo

di Sabino Zuppa
Con le roulotte distrutte se ne va anche il turismo

Grido d’allarme dai titolari dei campeggi: «Molti dei nostri ospiti hanno perso la loro “casa”. La prossima estate migliaia di persone potrebbero non tornare»

3 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. L’alluvione di Albinia rischia di riportare indietro di trent’anni il settore turistico della zona che, senza nulla togliere al comparto agroalimentare, è e rimane il settore portante dell’economia orbetellana. Con un fatturato annuo che supera abbondantemente i dieci milioni di euro.

E benché le strutture dei villaggi turistici della zona non abbiano registrato danni apparenti, c’è il rischio che la prossima stagione nei camping sia compromessa in maniera irrimediabile. E il motivo sta nella distruzione quasi totale delle roulottes che si trovavano fino al 12 novembre nei quattro rimessaggi di Albinia, dove l’acqua ha raggiunto anche due metri di altezza entrando nei caravan e causando danni ai proprietari difficilmente riparabili. Del resto l’attività dei rimessaggi e la loro proliferazione che li ha visti arrivare ad accogliere complessivamente quasi duemila roulotte, è andata di pari passo con lo sviluppo nel tempo dei campeggi della Giannella e della fascia Osa- Albegna: il mancato ritorno dei villeggianti che hanno perso le loro caravan causerebbe non solo una grave crisi dei villaggi stessi ma anche per le attività commerciali dell’indotto, abituate a lavorare con i clienti che in alcuni periodi dell’anno sfiorano le dodicimila presenze giornaliere.

«La perdita delle roulotte da parte dei turisti abitudinari rischia di farci chiudere», spiega senza troppi giri di parole Giuseppina Amadori, direttrice del camping Voltoncino.

«In questi giorni abbiamo avuto tantissimi contatti con i nostri campeggiatori i quali, oltre a preoccuparsi degli amici che hanno nelle zone alluvionate, ci chiedono notizie delle loro roulotte che sono ammassate nei rimessaggi di Albinia. E molti di loro hanno già preannunciato che non torneranno se la roulotte fosse andata persa».

Certamente la tipologia di clienti che frequenta la zona è di ceto medio-basso, e sceglie i campeggi proprio per i prezzi accessibili dopo l’investimento iniziale dell’acquisto della casetta su ruote.

«Se le istituzioni non riusciranno a far risarcire anche i danni dei proprietari delle roulotte, quanti pensate che potranno permettersene un’altra in questi tempi di crisi?», chiede l’operatrice. «E capisco anche che possa sembrare strano che, in un momento in cui c’è chi ha perso tutto, compresa la casa, io possa far riferimento a questa questione. Ma se non verranno i turisti, la prossima estate, mi sembra inutile affrettarsi a riaprire ristoranti e negozi o a programmare sagre ed eventi: senza i turisti sarebbe una vittoria di Pirro».

Per questo tutti gli operatori dei campeggi hanno da subito dato la disponibilità ai clienti abitudinari perché possano trasportare le proprie caravan nei piazzali chiusi dei campeggi, e hanno cominciato a comunicare i link per la segnalazione dei danni.

«Sui nostri siti –conclude Giuseppina Amadori – e sulle nostre bacheche facebook abbiamo evitato di chiedere soldi per le sottoscrizioni. Albinia ha bisogno soprattutto di lavoro per riprendersi e, per questo, noi abbiamo chiesto ai clienti di non abbandonarci, di continuare a venire in vacanza da noi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa