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Grosseto

condannato castiglionese

Carezze proibite alla cameriera

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un anno e 8 mesi (come da richiesta del pm Coniglio) per un castiglionese di 47 anni accusato di aver palpeggiato la cameriera di un locale di Castiglione, una giovane...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un anno e 8 mesi (come da richiesta del pm Coniglio) per un castiglionese di 47 anni accusato di aver palpeggiato la cameriera di un locale di Castiglione, una giovane donna straniera.

Un episodio risalente alla sera del 24 maggio 2008 di cui l'uomo - recidivo - è stato riconosciuto colpevole (pena sospesa) di violenza sessuale dopo le testimonianze rese in aula anche dalla stessa vittima: «È arrivato alle spalle e mi ha toccato, io gli ho tirato addosso l’acqua di un bicchiere che tenevo in mano». Non sarebbe stata la prima volta, ha raccontato la ragazza, che l’uomo si comportava male nei suoi confronti, ma mai aveva allungato le mani: apprezzamenti pesanti, parole esplicite, riferimenti ad aspetti sessuali. «Gli ho fatto capire in tutti i modi che non gradivo, ne ho parlato con il titolare, ho chiamato varie volte i carabinieri. Sono stata costretta a lasciare il lavoro perché dimostrava di conoscere i miei orari e i miei spostamenti».

Una fissazione, insomma. Quella sera, erano più o meno le 19,30, era iniziato il nuovo tormento, come aveva raccontato nella querela. La ragazza era entrata in servizio alle 17. Quando era entrato quell'uomo, da lei conosciuto come cliente abituale, gli aveva servito una birra. Questi aveva iniziato a fare riferimenti sessuali alla barista che aveva appena smontato dal turno. E avrebbe poi anche offeso la ragazza, cercando di afferrarla per un braccio. Un cliente era riuscito a portarlo fuori e tutto sembrava essersi calmato. Ma l’uomo era tornato alla carica poco più tardi con la scusa di farsi offrire una sigaretta dalla barista che era uscita dal locale proprio per fumarne una. Al suo rifiuto, l’uomo avrebbe allungato le mani. Lei aveva gridato, i clienti erano intervenuti, l’uomo era fuggito a piedi.

Dopo la querela presentata ai carabinieri, il cliente era stato identificato dalla ragazza anche grazie alle foto segnaletiche mostratele. Il riconoscimento è stato ripetuto in aula, perché l’imputato era presente al dibattimento. Il collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri, Compagnucci) ha riconosciuto un’attenuante come prevalente sull'aggravante e ha anche interdetto il condannato in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente tutela e curatela.

Motivazioni entro il 14 dicembre. Difesa Frediani. (p.s.)

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