Italia
Sotto al Comune con un carro di fango
Il gesto disperato di un’azienda di Albinia sepolta dalla melma e che chiede attenzione. «Il municipio ci aiuti a portarla via»
ORBETELLO. Giovedì mattina l’imprenditore Gianluca Albertazzi e suo nipote Matteo si presentano davanti al municipio di Orbetello con una carriola colma di fango. Sono disperati: la loro azienda è sommersa dalla melma dell’alluvione, da soli non ce la fanno. «Qualcuno ci aiuta?», gridano in piazza con lo sguardo rivolto agli uffici comunali, sperando che qualcuno si accorga di loro. Un gesto-simbolo, disperato, che percorre l’intera mattina di ieri.
VIDEO La protesta di Albertazzi - Foto
Gianluca, 47 anni, gestisce l’azienda meccanica Albertazzi con il fratello Guido, 53. Nove dipendenti (ora in cassa integrazione) lavorano a pieno ritmo. È una delle poche imprese sopravvissuta alla decimazione di piccole attività in territorio albiniese. «Vendiamo prodotti per il giardinaggio, facciamo manutenzione del verde; siamo un punto di appoggio per i garden e i vivai del territori. Gli unici rimasti in piedi per un raggio di 20 chilometri», racconta Gianluca. Poi succede il disastro. «Lunedì mattina arriva la piena: tre metri d’acqua e finiamo sotto in un attimo». «I mezzi, gli utensili, le parti di ricambio, i veicoli, nostri e quelli che ripariamo: è tutto distrutto». Gianluca, Guido e altri 9 dipendenti si mettono a spalare.
La situazione è durissima. Il problema è che il fango, giorno per giorno, viene accumulato ai bordi del cortile (è l’unico modo), dove forma una montagna; ma se l’azienda spala melma, non c’è nessuno che la porti via. Dopo aver chiesto più volte l’intervento municipale, Gianluca e il nipote, disperati, caricano una carriola piena di fango e decidono di andare sotto al palazzo del sindaco, con un’idea precisa. «Non vogliamo gettare fango addosso a nessuno, né imbrattare i muri, ma attirare l’attenzione, questo sì».
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