Sicurezza
Salute, nasce un centro sui corretti stili di vita
Inaugurato in via Inghilterra uno spazio della Sds con banca dati e una biblioteca Il responsabile è il dottor Corlito: «La formula dello star bene in questo progetto»
GROSSETO. Promuovere la salute lavorando con un approccio nuovo sugli stili di vita a rischio (cattiva alimentazione, dipendenze da fumo, alcol e gioco d’azzardo, disagio psichico e sedentarietà): con questo scopo è in corso un progetto di ampio respiro realizzato con il contributo del Cesvot dal titolo “Per una migliore ecologia sociale – Stili di vita sani” e che in questi giorni sta compiendo due delle quattro tappe in cui è articolato.
Ieri è stato inaugurato in via Inghilterra 45 il “Centro di documentazione sugli stili di vita”, uno spazio (messo a disposizione dalla Società della salute grossetana) dove saranno gestite sia la banca dati informatizzata sia la biblioteca che serve per le attività formative e la raccolta dei dati epidemiologici. Oggi invece si conclude un laboratorio intensivo di sensibilizzazione destinato a formare gli studenti, i volontari e gli operatori sociali che vi hanno partecipato al ruolo di “promotori di salute”, ciascuno nelle proprie comunità di riferimento. Il progetto è frutto di una partnership pubblico-privato che vede operare insieme l’Acat (Associazione club alcologici territoriali di Grosseto), la Misericordia di Civitella Marittima, il Coordinamento provinciale dei comitati e delle associazioni ambientaliste, la Società della salute grossetana e il Dipartimento di Salute mentale dell’Asl 9 di Grosseto.
Le tappe successive prevedono, oltre al funzionamento del Centro di documentazione (dove presterà servizio una tirocinante di Grosseto tramite il progetto regionale “Giovanisì”) una serie di iniziative di sensibilizzazione sul territorio con momenti di informazione e diffusione dei suoi contenuti e un seminario conclusivo in primavera. Il responsabile scientifico del progetto è il dottor Giuseppe Corlito: ieri ha inaugurato il nuovo Centro insieme al direttore della Società della salute grossetana Fabrizio Boldrini, alla vicepresidente del Coordinamento degli ambientalisti Daniela Pasini e al dottor Giuseppe Bardicchia del Dipartimento di salute mentale dell’Asl 9, in rappresentanza dei principali partner del progetto a carattere annuale.
Boldrini ha sottolineato che il progetto nasce dalla consapevolezza del paradosso per cui «viviamo in una società che produce malattie quando invece è possibile ammalarci di meno anche solo cambiando stile di vita». Un cambiamento che si può sintetizzare, ha detto Corlito, nella cosiddetta «formula della salute dell’Oms: zero sigarette e alcol, cinque porzioni di frutta e verdura e almeno trenta minuti di attività fisica al giorno». Facile a dirsi, molto difficile a tradursi nella pratica, tanto che adesso a Grosseto si percorre con questo progetto il nuovo approccio dei “promotori di salute” che diffondono gli stili di vita sani nella comunità.
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