Il lutto
Pdl contro Stefanelli: «La sua latitanza danneggia l’opposizione»
Il presidente del consiglio Lanfranco Stefanelli? Il grande assente in municipio, dicono dall’opposizione. La questione ruota intorno a una circostanza precisa che però secondo Aldo Valenza,...
Il presidente del consiglio Lanfranco Stefanelli? Il grande assente in municipio, dicono dall’opposizione. La questione ruota intorno a una circostanza precisa che però secondo Aldo Valenza, consigliere del Pdl nonché vicario di Stefanelli, è sintomo di un comportamento più ampio del presidente, che tende a svolgere una funzione solamente “notarile”. L’esponente dell’opposizione denuncia infatti che da quando non esiste più fisicamente l’ufficio staff (quello che in pratica gestisce le pratiche relative al consiglio comunale) la minoranza è in disagio. Tra l’altro la dipendente che ricopriva quel ruolo è andata in pensione e le sue mansioni oggi sono suddivise tra un’impiegata e il dirigente del settore, che però hanno altri compiti da svolgere. Secondo Valenza insomma l’amministrazione comunale non ha avuto benefici economici da questa scelta, anzi si è andati a incidere negativamente sul lavoro di altre persone. «Il parere del mio gruppo consiliare è che tale decisione – spiega Valenza debba essere ricondotta a una azione meramente politica, perché così di fatto si ostacola il lavoro della minoranza, che aveva solo quella dipendente a cui chiedere documenti, atti, e altro ancora. Così oggi non esistono più i verbali delle commissioni consiliari, delle quali si occupava il funzionario in questione: manca la riservatezza per quanto riguarda gli accessi agli atti». Chi doveva occuparsi della questione non lo ha fatto: e qui entra in scena il presidente del consiglio. Poco presente in municipio, dicono dal Pdl, e di fatto ancora incerto sulle dimissioni annunciate un mese fa, mai rientrate e come ha dichiarato lo stesso Stefanelli, «congelate per via del momento delicato». «Quella svolta dallo Stefanelli è solo una funzione notarile – continua Valenza – dato che nessuno di noi lo ha mai visto a una commissione, così come arduo è trovarlo nel suo ufficio. Un esempio su tutti: dall’uscita di Charlie Lynn dal Pdl si è venuto a creare un nuovo gruppo politico di minoranza: bene, le commissioni dovrebbero essere composte da due esponenti dell’opposizione e da tre della maggioranza». Essendoci oggi un nuovo schieramento andavano modificati gli assetti di quelle assemblee, e invece il presidente non si è occupato della questione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google