Lutto
«Investire i soldi che servono: la città non può più correre certi rischi»
Emilio Bonifazi torna sul rischio Ombrone: «Non c'è più tempo per i dubbi né per disquisizioni sulle modalità. I soldi sono pochi ma il Governo deve scegliere delle priorità. E la messa in sicurezza...
Emilio Bonifazi torna sul rischio Ombrone: «Non c'è più tempo per i dubbi né per disquisizioni sulle modalità. I soldi sono pochi ma il Governo deve scegliere delle priorità. E la messa in sicurezza del fiume Ombrone lo è. Lo dicono la storia della nostra città ( 1944 e 1966) i rischi degli anni successivi e quello altissimo di solo pochi giorni fa. Grazie al presidente Rossi ci sono ora dei soldi che potranno essere investiti sull'Albegna e sull'Ombrone. Questa città non è più la cittadina da 40mila abitanti del 1966 ma una città di oltre 80mila abitanti che non può continuare a vivere nella paura che argini e golene possano non essere più sufficienti. Qualche decina di milioni di euro spesi oggi per la messa in sicurezza dell'Ombrone e dell'Albegna rappresentano la possibilità di evitare di spenderne dieci volte tanto. Guardo criticamente a chi, anche in questi giorni, ha sostenuto l'impossibilità di realizzare “invasi per l'accumulo della risorsa idrica e la laminazione delle piene”. Molti esperti e lo stesso presidente Enrico Rossi hanno evidenziato la necessità di realizzare piccoli invasi sui numerosi affluenti (Arbia, Orcia, Merse, Farma, Melacce, Trasubbie, Sovata) che svolgano, oltre che una funzione di sicurezza, anche un ruolo nella lotta alla siccità crescente durante ogni estate. La sicurezza e la prevenzione non possono essere soggette a logiche di “spending review”.
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