Attenzione
Il disagio bussa alla porta del Palazzo
Sempre più persone in difficoltà chiedono aiuto: davanti all’ufficio del vicesindaco una sedia in più, per chi attende udienza
FOLLONICA. Nel corridoio al secondo piano del municipio davanti all’ufficio del vicesindaco, è stata messa una sedia in più. Quella seduta ha in sé un grande significato, perché simbolo evidente di un momento veramente difficile per la città del Golfo.
In questi ultimi mesi purtroppo sono aumentate (e non poco) le persone che si rivolgono all’ente comunale per chiedere un aiuto, in un momento in cui tirare avanti è sempre più difficile anche una semplice bolletta diventa un ostacolo da superare.
Andrea Benini vice sindaco con delega al sociale trascorre gran parte delle sue giornate ad ascoltare i problemi della gente: fuori dalla sua stanza a qualunque ora della mattina c’è qualcuno che lo aspetta. Chi arriva lì davanti si mette seduto e attende che il vice sindaco abbia un minuto per farlo entrare nella sua stanza.
«Questo ultimo anno c’è stato un aumento significante delle richieste che ci vengono fatte dai cittadini», spiega Benini. «Moltissimi sono i cosiddetti “insospettabili”: persone o famiglie che fino a poco fa riuscivano a vivere in maniera tranquilla e che adesso purtroppo sono schiacciati dalla crisi di cui sentiamo tanto parlare».
E le questioni che vengono poste al vicesindaco sono davvero tante: capita che magari passando dal corridoio del secondo piano del municipio (dove si trovano le stanze di sindaco e assessori) si noti un extracomunitario seduto in attesa di essere ascoltato. Di che cosa ha bisogno? Di trenta euro per arrivare con il treno a Fiumicino perché i soldi che aveva li ha spesi per il biglietto aereo, deve tornare a casa perché ha dei gravi problemi familiari.
Oppure ci sono mamme con bambini piccoli che magari sono senza un’occupazione e non sanno come pagare l’affitto e le bollette; oppure vedi un anziano che prima riusciva ad arrivare a fine mese ma che oggi non ce la fa più ed è costretto a chiedere aiuto.
Una realtà non semplice da affrontare anche per chi sta dall’altra parte e che spesso non sa come risolvere il problema.
«Le richieste sono le più disparate e il Comune può dare una mano nel settore casa, ma non può fornire sostegno al reddito. Quindi quello che facciamo è un lavoro di rete continuo, cercando di dare una risposta a tutti. In questo devo dire che un grande sostegno arriva dalla Caritas locale e dalla associazione San Vincenzo de Paoli: il loro supporto è fondamentale, non devono funzionare da supplenti degli enti sia chiaro, ma anche solo il segno culturale che lasciano è di grande importanza. Loro sono la dimostrazione che la comunità si fa carico di chi ha più bisogno, ed è un messaggio di grande impatto».
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