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I “big” sono con Alfano i giovani con la Meloni

I “big” sono con Alfano i giovani con la Meloni

GROSSETO. Primarie panacea di tutti i mali? Dopo mesi di caduta libera nei consensi, il Pdl cerca di risalire la china. L’appoggio a quello che più di qualcuno ha definito il “governo delle tasse”...

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GROSSETO. Primarie panacea di tutti i mali? Dopo mesi di caduta libera nei consensi, il Pdl cerca di risalire la china. L’appoggio a quello che più di qualcuno ha definito il “governo delle tasse” non ha giovato alla creatura nata dalla svolta del predellino. Divisioni interne e lotte di successione non hanno poi fatto altro che peggiorare le cose. L’emorragia di simpatizzanti è chiara, adesso occorre capire con altrettanta chiarezza come fare per invertire la tendenza. Anche perché le politiche sono ormai alle porte e la famosa maestria che il Cavaliere ha dimostrato in ogni campagna elettorale, stavolta potrebbe non bastare.

Dalle parti di via dell’Umiltà il segretario Angelino Alfano non ha dubbi, tanto da aver lungamente insistito per arrivare a un’effettiva democrazia di partito. Ecco dunque le elezioni primarie per scegliere il candidato a palazzo Chigi: si svolgeranno domenica 16 dicembre, tre settimane dopo quelle – combattute - del centrosinistra. Di tempo e modo per capire se si tratterà o meno di elezioni “vere” ce ne sarà.

Oggi quel che è chiaro, almeno in Maremma, sono gli schieramenti. Sì, perché se a livello nazionale i candidati – al momento - sono un’infinità, qui ad aver riscosso un qualche appoggio sono il segretario Angelino Alfano e Giorgia Meloni.

Per Angelino. Pesante il consenso che nel Grossetano circonda la figura del segretario, da molti dato strafavorito. Le firme necessarie a ufficializzare la candidatura, anche in Maremma sono state raccolte senza troppi problemi. Tra i supporter di Angelino già si fanno i nomi dei big del partito: dal senatore Franco Mugnai ai consiglieri regionali Andrea Agresti, Alessandro Antichi e Monica Faenzi. Così come sembrano giocare da questa parte dello scacchiere anche il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, Rolando Di Vincenzo e l’ex candidato a sindaco di Grosseto, Mario Lolini. Stesso discorso per Jury Di Massa e Simone Turini. Così come per l’“esterno” Claudio Pacella. Un folto gruppo di cui fa parte anche il coordinatore provinciale del partito, Luca Agresti: «Credo che in Italia sia necessario un centrodestra forte. Sono altrettanto convinto che siano molte le cose da cambiare. Ecco che l’occasione delle primarie darà modo di discutere il percorso del partito e del Paese. Non avrei potuto schierarmi che con Alfano: è il segretario, è colui che si è fatto carico di prendere in mano il partito e di rinnovarlo. La stagione delle primarie l’ha voluta lui. Come ministro ha già dimostrato le proprie capacità al governo. Adesso si deve passare dal metodo al merito delle questioni. La gente ha problemi concreti e vuole risposte chiare».

Il confronto con le primarie piddì? «Con tutta sincerità credo non possa proprio essere fatto. Per noi si tratta di una “prima” assoluta”».

Per Giorgia. Le firme per presentare la candidatura, almeno per quel che riguarda la Maremma, non sono un problema. La pratica è stata sbrigata in un paio di giorni, con oltre duecento adesioni. Qui, però, di nomi altisonanti ce ne sono pochi. L’appoggio all’ex ministro, che ha sempre avuto uno stretto legame con il mondo giovanile della destra italiana, arriva da Pierfrancesco Angelini e da Fabrizio Rossi, due dei cinque consiglieri comunali del capoluogo. Entrambi gli “sponsor” della Meloni sono di provenienza aennina, così come la stessa candidata. Ma il movimento, secondo Rossi, è destinato ad allargarsi: «Giorgia avrà un appoggio lontano dalle logiche legate a quel 70-30 sul quale fu costruito il partito». E infatti ecco che spunta l’interesse di Sabrina Martinelli, (area forzista).

Ma perché votare la Meloni? “Serve un ricambio generazionale, si guarda a persone che hanno un’affinità di ideali ma allo stesso tempo siano giovani, dinamiche e con grossa preparazione. Il tutto fuori dal vecchio apparato autoreferenziale». Per Rossi le primarie andrebbero fatte a tutti i livelli: «Sindaci, parlamentari e consiglieri regionali». Questa la situazione che va maturando. Da entrambe le parti è espressa piena stima per quelli che, sino al 16 dicembre prossimo, saranno amici-nemici. «Dobbiamo dare prova di maturità» dice Rossi, spiegando che dalla sera del 16 tutti torneranno a fare quadrato attorno al personaggio eletto. Insomma, non sarà una semplice “conta”: «È ovvio – dice Luca Agresti - che il risultato sarà accettato da tutti. Uscire dal partito dopo aver perso? Non lo prendo neppure in considerazione. Sarebbe da infami».

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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