Sicurezza
Ecco “Albinia Viva” «Basta polemiche il paese rinascerà»
Il gruppo formato da 250 ragazzi scrive una lunga lettera: «Gli errori ci sono stati, ma la nostra gente ha grande forza»
ALBINIA. Dopo circa dieci giorni dal disastro dell’alluvione anche i giovani di Albinia Viva, un’associazione culturale ed apolitica, fatta di 250 ragazzi e nata da circa un’anno per valorizzare il piccolo paese con la promozione di iniziative sportive e socio-culturali, sentono il bisogno di far sentire la loro voce, soprattutto per «trasmettere ai loro concittadini un messaggio di speranza, fatto di positività, fiducia, e vitalità. È vero che forse non ce n’è bisogno – scrivono i ragazzi – poiché fin dalle prime ore dell’alba di martedì 13 novembre il nostro piccolo paese è sembrato un formicaio in agitazione, con tante formiche operose che ribellandosi alla forza della natura si prodigavano per porre da subito riparo ai danni subiti. E cosi è stato per giorni e notti, in un clima di affettuosa solidarietà che ha dato un volto alla nostra strana identità, fatta di veneti, romagnoli, marchigiani, umbri, laziali e tanti altri immigrati stranieri. In questo contenitore pulsante di vita, noi di Albinia Viva, ci sentiamo perfettamente integrati ed ora più che mai vogliamo stare con i nostri concittadini che maggiormente soffrono, consapevoli che c’è un tempo per stare in allegria, ma c’è soprattutto un tempo per essere uomini e donne responsabili».
Poi i giovani di Albina passano ad una puntualizzazione, non indifferente proprio perché fatta dai ragazzi. «Vogliamo dire ai rappresentanti delle istituzioni di ogni ordine e grado, alle quali va comunque il nostro rispetto e ringraziamento, e a chi non ci chiama I Miei Concittadini, ma Albiniesi, che siamo fieri di esserlo, orgogliosi di appartenere a questa coriacea e per niente pavida popolazione che nella disperazione più assoluta, in una settimana di alacre lavoro, ha ridato al proprio paese martoriato un aspetto quasi decente e che adesso in una sfida alla solidarietà, si appresta a soccorrere i paesani della campagna, che ancor più di noi necessitano di aiuto. Noi non vogliamo partecipare alla bagarre politica in corso in questi giorni sulla stampa. Tuttavia una cosa ci sentiamo di dirla: questo non è il momento delle divisioni ideologiche, delle provocazioni, delle faziosità. Ciascuno faccia il proprio dovere, nel rispetto della altrui dignità, che ciascuno si adopri per aiutare il vicino più bisognoso. E soprattutto dai rappresentanti delle istituzioni, non accettiamo parole offensive della nostra dignità, non accettiamo di essere presi in giro, nel nome di chi più soffre: perché sia chiaro una volta per tutte che gli Albiniesi non sono stati allertati per tempo di ciò che stava accadendo, ma non per questo per vendetta hanno ordito complotti politici, così come siamo stati tristemente accusati».
Concludiamo – insistono i ragazzi – estendendo un grande abbraccio a tutti i volontari, in divisa e non, che non ci hanno fatto sentire mai soli, che ci hanno dato, con un sorriso o una stretta di mano la forza di continuare a guardare al futuro. Senza di loro, e permettetecelo, soprattutto quelli giovani come noi, non ci saremmo probabilmente riusciti».
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