Il dolore
Nascono due comitati per Albinia
Uno si propone di riunire le raccolte di fondi su progetti specifici, l’altro è animato dai commercianti della zona
ALBINIA. Due comitati di cittadini ed esercenti di Albinia sono in procinto di essere costituiti, con strumenti e modalità diverse, per aiutare il paese messo in ginocchio dall’alluvione a risollevarsi. Il primo, denominato Comitato alluvionati Albinia, ha inoltrato la richiesta all’Agenzia delle entrate per essere riconosciuto come onlus e si propone l’obiettivo di convogliare la raccolta fondi in progetti mirati, collaborando anche con altre associazioni ed enti. «Il nostro duplice scopo è quello sia di risistemare le strutture che abbiano subito danni diretti o indiretti – spiega Roberto Giannetti, uno dei promotori – sia di realizzare opere di utilità sociale, tutelando al contempo l’ambiente e la natura». Un collettore di fondi che sia un punto di riferimento per quanti vogliano elargire somme di denaro evitando che vadano disperse in mille rivoli, canalizzandole in «tre o quattro progetti la cui realizzazione possa essere verificabile e tangibile». Chi volesse effettuare una donazione al comitato, «composto esclusivamente da volontari e senza alcuna caratterizzazione politica», potrà farlo sul conto corrente presso la filiale di Albinia della Banca di Saturnia e Costa d’Argento, Iban IT 92 B0885172320000000200918, avente come causale “Contributo alluvionati 12-13 novembre 2012”. Per ulteriori informazioni i contatti sono: Franco Frosoni 338 1445089, Cheti Gentilini 339 8158858, Roberto Giannetti 329 4406241, oppure via fax allo 0564 867113 o via email all’indirizzo comitatoalluvionatialbinia@gmail.com.
Il secondo nascituro comitato, più “movimentista”, è stato concepito ieri, in una prima riunione informale, da una quindicina di imprenditori operanti in vari settori produttivi e commerciali. I prossimi incontri saranno resi noti attraverso i social network ed i media locali, ma intanto sono stati annunciati i due pilastri sui quali poggia il loro “manifesto programmatico”: un’azione immediata riguardante le strategie commerciali per rilanciare l’economia della frazione già dalle festività dell’Immacolata e di Natale; un progetto a lungo termine teso, come si legge testualmente nel documento, “a ritrasformare Albinia da paese dormitorio ad attrazione turistica”. Il nocciolo del comitato, chiamatosi Albinia libera, al momento è costituito da alcuni commercianti e residenti di via Maremmana, quella che una di loro, Stefania Gentile, definisce il «cuore del paese». «Non vogliamo soldi o donazioni – sottolinea Gentile – ma idee e proposte». Alcune sono state già avanzate ieri durante la prima tavola rotonda. «Stiamo pensando ad una vendita straordinaria, una sorta di “sbaracco” da parte di tutti gli esercizi della zona. Se gli abitanti dei comuni limitrofi fossero invogliati a fare acquisti da noi, sarebbe una prima boccata d’ossigeno». «Invece per l’estate – aggiunge – è necessario un ragionamento complessivo, che coinvolga alberghi, campeggi, agriturismi». Tra i promotori dell’iniziativa figura anche Piero Martinelli, titolare di un negozio di scarpe ed abbigliamento sportivo, che racconta di essere appena andato a «ritirare i prodotti bagnati e rovinati dall’acqua. Ho subito danni per 100mila euro, ai quali ne devo aggiungere altrettanti per il rifacimento dei locali». Martinelli però non vuole abbandonarsi ai lamenti perché «c’è chi sta messo peggio di me. La prossima settimana spero di riaprire e credo che un “sell out” da parte di tutti i negozi della zona, con prezzi calmierati ed in raccordo con bar e ristoranti, possa essere un primo passo per ripartire». «La mia farmacia è stata sempre aperta, anche la domenica fuori turno – aggiunge Bruno Nocera – abbiamo avuto 180mila euro di danni tra farmaci, frigorifero, computer, mobilia. Però i miei collaboratori sono sempre stati lì, ad orario continuato. Non posso far altro che ringraziarli». Sono oltre un centinaio le attività commerciali ad Albinia che, per rialzarsi, non potranno affidarsi esclusivamente alle proprie forze.
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