Sicurezza
Insegnanti e “ata”, il giorno della rabbia
Affollatissima assemblea al Fossombroni con i sindacati: e sabato manifestazione nazionale a Roma
GROSSETO. Per quanto grande sia l'aula magna del Commerciale Fossombroni di via Sicilia ieri mattina sembrava non bastare a contenere la rabbia e le preoccupazioni di centinaia di lavoratori della scuola di tutte le età e di tutta la Maremma.
Non solo docenti, precari e di ruolo, ma anche qualche rappresentante del personale Ata.
Quattro ore di assemblea sindacale e di confronto serrato in vista della manifestazione nazionale che si terrà sabato mattina nella Capitale (appuntamento dalle 10 in piazza del Popolo) e che è stata indetta da tutti i sindacati della scuola in modo unitario (Snals, Cgil, Cisl, Uil e Gilda).
Due gli obiettivi immediati da raggiungere: ritiro definitivo dell'ipotesi di allungare l'orario di lavoro dei docenti da 18 a 24 ore e pagamento degli scatti d'anzianità a fronte di un contratto di lavoro bloccato dal 2009.
I rappresentanti sindacali hanno sollecitato i “prof” maremmani ad aderire in massa alla manifestazione di sabato, per difendere “dal vivo” le proprie ragioni.
C'è chi andrà in treno, come gli iscritti allo Snals, mentre altri sindacati stanno verificando la possibilità di organizzare un pullman.
Non sono previsti cortei ma solo il raduno in piazza del Popolo dove parleranno i segretari generali dei sindacati della scuola.
«E' vero che la rabbia è tanta - ha detto Laura Lambardi della Cgil scuola - ma poi quando si vanno a vedere i numeri di chi ha già dato la conferma per sabato la situazione è diversa. Ad un certo punto le chiacchiere stanno a zero, servono partecipazione e mobilitazione».
Dello stesso avviso Gerlando Lupo dello Snals che in chiusura di assemblea ha detto perentoriamente ai docenti: «Ricordatevi che o si agisce ora o non si agisce più».
Accolta con favore la proposta di fare anche una manifestazione locale che possa servire a far capire all'opinione pubblica, agli studenti e alle loro famiglie perché i docenti sono sul piede di guerra.
«Altrimenti - dice un insegnante in sala - si rischia che passi l'idea che scioperiamo perché vogliamo lavorare di meno e non è affatto così mentre per i ragazzi passiamo solo per quelli che non vogliono più fare le gite».
A questo proposito l'assemblea ha deciso che sarà un comitato ristretto di docenti in rappresentanza di scuole superiori e istituti comprensivi a ritrovarsi per elaborare delle linee guida sulle forme di protesta da praticare e proporre poi nei singoli collegi dei docenti.
Il ventaglio di azioni di protesta possibili è già chiaro e mette al primo punto proprio la sospensione dei viaggi di istruzione e delle gite scolastiche.
Ma si parla anche di blocco della cosiddetta “diciannovesima ora” (l'ora di ricevimento dei genitori antimeridiana) e delle attività extracurriculari.
Da segnalare infine l'assenza (più che giustificata) all'assemblea dei soli insegnanti delle zone di Albinia e Marsiliana colpite dall'alluvione: i colleghi riuniti al Fossombroni hanno tributato loro un caloroso applauso quando Sergio Ceccacci della Cisl ha ricordato al microfono che non erano intervenuti perché «in certe situazioni la scuola rimane uno dei pochi presidi che funziona». E infatti proprio ieri ad Albinia hanno riaperto due scuole e le elementari sono sulla buona strada.
Insomma, malgrado i tagli e le difficoltà in cui docenti e Ata si trovano, in Maremma come in tutta Italia, sono costretti a lavorare ogni giorno.
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