Il Tirreno

Grosseto

«L’acqua della laguna è a posto»

«L’acqua della laguna è a posto»

Le prime risposte delle analisi sono confortanti, non c’è contaminazione

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ORBETELLO. «Non è il caso di creare inutili allarmismi proprio in questo momento. L'economia del comune è già a terra, non peggioriamo la situazione e non spingiamo la gente ad evitare di mangiare il nostro pesce».

Così il presidente della società cooperativa La Peschereccia, Pierluigi Piro, risponde a seguito della diffusione della notizia di una possibile contaminazione da idrocarburi dello specchio acqueo lagunare. L'innalzamento del livello dei liquidi nei due versanti, quello di ponente e levante, ha fatto da subito scattare l'allarme alla storica cooperativa orbetellana, mossasi già nella mattinata del 13 novembre per un campionamento di verifica. Battuto ogni angolo dei fondali lagunari dal 13 al 15 novebre scorsi, si è poi provveduto ad inviare le analisi, a cui sono state allegate immagini e video documentari, al laboratorio Ph di Tavernelle ed al centro Arpat di Siena per un ulteriore conferma di non tossicità. A lavorare sulla questione anche un famoso biologo, Mauro Lenzi, da tempo impegnato in un progetto di collaborazione con la società del capoluogo comunale. A far paura sin dal principio erano state le ingenti quantità di acqua dolce, miscelate a quella salmastra, che avrebbero potuto sconvolgere il delicato ecosistema della palude, causando un ulteriore danno agli ambienti già spopolati dall'apertura delle bocche per consentire la defluita dei liquidi. «Abbiamo campionato tutta la laguna – spiega Lenzi – e quello che da subito è stato riscontrato sono le enormi quantità di masse d'acqua dolce, dai 7 ai 9 milioni di metri cubi. Fortunatamente però non abbiamo assistito ad una mescolanza dei due agenti e l'acqua estranea è rimasta in sospensione a cinquanta centimetri, lasciando intatti i fondali». Per quanto riguarda invece le analisi di tossicità, i cui risultati preventivi sono già usciti dai laboratori orbetellani, il biologo asserisce «Non è stata riscontrata nessuna tossicità immediata e non crediamo che ulteriori analisi porteranno notizie che differiscano da queste. Attendiamo comunque, tra una decina di giorni, i risultati dell'Arpat». Adesso, a parte i depositi di argilla rimasti nelle zone più critiche, ovvero a ridosso del versante più stressato di Albinia, i livelli di entrambi gli specchi acquei sembra tornato nella norma «l'apertura dei canali in tre giorni ha veicolato tutto l'eccesso di liquidi fuori dalla laguna, alcuni sedimenti argillosi galleggiano ancora nel centro del lago, ma non c'è motivo di creare allarmismi». (c.d.v.)

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