Italia
Urbanistica, il Tar boccia ricorso
Osservazione al Regolamento respinta dal Comune: «Scelta motivata». E ora fiducia per le altre cause
FOLLONICA. Sul Regolamento urbanistico il Tribunale dà ragione al Comune di Follonica. Ci sono voluti tre anni e due governi, per approvare il nuovo piano che norma le trasformazioni nel territorio del Golfo, ma alla fine le decisioni prese dall’amministrazione trovano il consenso anche del Tar.
In seguito all’adozione del Regolamento urbanistico in Comune arrivarono circa duecento osservazioni: richieste di cittadini, cooperative e società, attraverso le quali venivano proposte modifiche di parti specifiche di quell’atto. Chi voleva costruire più di quanto era stato concesso, chi chiedeva che venissero ridotte le opere pubbliche perequative previste nel piano (interventi a beneficio della comunità imposti a chi ricava benefici da una nuova pianificazione urbana), chi magari proponeva all’amministrazione di modificare la destinazione d’uso di un terreno.
Gli uffici comunali hanno impiegato mesi per valutare tutti quei fascicoli, definendo poi quali osservazioni accogliere (anche solo in parte) e quali scartare. Un lavoro impegnativo e non così semplice: il 10 giugno 2011 il governo guidato da Eleonora Baldi approvò definitivamente il nuovo Regolamento. Da quel momento chi aveva ricevuto risposta negativa alle sue richieste poteva decidere di appellarsi al Tribunale amministrativo e in molti lo hanno fatto.
Come spiegano dagli uffici comunali dell’urbanistica di Follonica, sono almeno una decina i ricorsi più spinosi sui quali il Tar dovrà esprimersi. Uno di questi è appena andato a sentenza: la causa promossa da Arcobaleno Impresa Edile srl e da Edilmaster Srl, respinta a favore del Comune.
Arcobaleno (prima proprietaria del terreno poi ceduto a Edilmaster), aveva chiesto al Comune di poter costruire tre alloggi invece dei due previsti nel Regolamento, in un terreno al Capannino di circa 300 metri quadri, mantenendo la stessa altezza e lo stesso numero di piani. Il Comune ha risposto picche, spiegando che la capacità edificatoria del lotto in questione è stata utilizzata come parametro nella definizione del prezzo a base d’asta per la cessione dell’area. La modifica del numero di alloggi previsti avrebbe comportato un maggior vantaggio all’aggiudicatario in contrasto con i termini del bando. In poche parole se il Comune avesse permesso di realizzare tre appartamenti invece di due, i proprietari del terreno avrebbero avuto un beneficio economico arbitrario e illegittimo.
Le motivazioni espresse dall’amministrazione hanno trovato conferma nel giudizio del tribunale, che ha respinto il ricorso perché il rigetto del Comune di Follonica è sufficientemente motivato. E non solo. Nella sentenza si legge anche che le osservazioni sono apporti collaborativi che non richiedono se negate, una spiegazione, salvo eccezioni.
Le società ricorrenti dovranno ora pagare i costi della causa per un importo pari a 3mila euro. Un giudizio simile fa intuire quale direzione prenderanno gli altri ricorsi: una vittoria per il Comune che oggi ha ulteriore conferma di aver svolto bene il proprio compito.
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