Il Tirreno

Grosseto

Sono già 3.500 le preregistrazioni per le primarie Pd

di Lorenzo Santorelli
Sono già 3.500 le preregistrazioni per le primarie Pd

Settantaquattro i seggi previsti in provincia L’obiettivo è superare quota diecimila elettori

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GROSSETO. Ieri sono arrivati anche i ferri del mestiere: urne, schede bianche, registri e lapis. Con la consegna al coordinamento provinciale dei kit per i seggi elettorali, le primarie del centrosinistra entrano nel rush finale.

Al comitato di garanzia della coalizione “Italia bene comune”, che sta puntellando le commissioni dei 74 seggi dove gli elettori maremmani potranno esprimere le proprie preferenze, fino a questo momento sono arrivate circa 3mila 500 preregistrazioni. Secondo i coordinatori delle campagne di ciascun candidato, la soglia psicologica per un risultato soddisfacente oscilla tra i 10mila ed i 20mila elettori.

Bersani. Il coordinatore provinciale dei sostenitori del segretario del Pd, Gian Carlo Bastianini, fissa a 10mila presenze l’asticella minima della partecipazione auspicabile, quota al 30% le possibilità che Bersani prevalga al primo turno ma al 100% quelle di vittoria finale. «Quando è stato ministro ha dimostrato di saper governare – dice Bastianini – Il suo punto di forza è l’attenzione per il mondo del lavoro. Ha fatto bene ad accettare la sfida delle primarie. Forse è un po’ troppo serio nello stile, lo vorrei più frizzante». A capo dell’area che fa riferimento a Franceschini e fieramente ex Dc, Bastianini ammette che «se vincesse Vendola avrei difficoltà a votarlo». Invece con Renzi «non avrei problemi, però non mi piace che agiti lo spettro dei brogli. Dopo le primarie non dovranno esserci ricorsi». A Grosseto il comitato pro Bersani ha raccolto circa 2mila euro, la spesa preventivata è superiore di 300 euro. A livello provinciale Bastianini non ha saputo fornire un dato preciso. Anche il Psi, l’unico dei partiti della coalizione a non avere un proprio candidato, appoggia ufficialmente il segretario del Pd.

Renzi. Più che un suffragio, è un bagno di folla quello desiderato dal responsabile provinciale dei renziani, Marco Simiani. «Spero ci siano almeno 20mila presenze – afferma il numero uno di Rama, consapevole che un afflusso numeroso aiuterebbe il sindaco di Firenze - non credo che Renzi possa vincere al primo turno, ma al ballottaggio lo considero favorito. E’ l’unico che può coinvolgere i cittadini lontani dal centrosinistra». Se ironicamente definisce un punto debole di Renzi il «voler cambiare il Pd», al suo candidato imputa inopinatamente un difetto di comunicazione. «A volte è troppo diretto nel linguaggio: talvolta, forse, occorrerebbe maggiore diplomazia. Ad esempio la rottamazione da alcuni elettori è stata interpretata in chiave generazionale, mentre era rivolta solo a chi detiene il potere da troppi anni». Se dovesse andar male, Simiani, fedele alla disciplina di partito, tra gli altri quattro candidati sceglie Bersani. Fino ad oggi la campagna per le primarie è costata quasi 6mila euro, a fronte di un’entrata di poco inferiore ai 4mila euro.

Vendola. Bissare l’affluenza alle precedenti primarie, a quota 18mila, è l’obiettivo di Michele Fabianelli, nel comitato di garanzia per conto di Sel. «Puntiamo al ballottaggio per Vendola, che può raggiungere al primo turno il 30% delle preferenze con un programma nettamente di sinistra su tematiche come lavoro e lotta al precariato, ambiente, diritti civili, tagli alle spese militari». Fabianelli avrebbe voluto dal leader di Sinistra ecologia e libertà una maggiore incisività sulla stesura del programma. «Il Pd ha votato le leggi volute dal governo Monti e non ha ancora sciolto il nodo delle alleanze. Ci vorrebbe più chiarezza sul dopo primarie e forse Vendola avrebbe dovuto insistere maggiormente». Nonostante ciò, il garante di Sel vede in Bersani il «candidato al secondo posto come vicinanza alle nostre istanze». I vendoliani, che non accettano donazioni dai privati, hanno racimolato 700 euro grazie al pranzo con il governatore pugliese ed all’autotassazione.

Tabacci. Non fa voli pindarici Gianni Chelini, assessore provinciale dell’Allenza per l’Italia e responsabile del comitato per Tabacci, che per l’assessore al bilancio di Milano vaticina «un risultato dignitoso, l’8 per cento, in grado di rappresentare le nostre sensibilità: dalla continuità con l’agenda Monti ai temi etici. Tabacci ha una grande competenza, soprattutto economica, e un alto profilo etico». Non nega che il suo punto debole sia proprio l’essere il candidato «meno conosciuto e meno di sinistra, quindi con poco appeal verso gli habitué delle primarie». Prevedendo una partecipazione «tra i 12mila ed i 14mila elettori», Chelini evidenzia come il suo comitato «non abbia incassato un euro. Abbiamo fatto il porta a porta, mandato email, lettere ed sms esclusivamente con le nostre forze. Non servono i soldi ed i manifesti elettorali per convincere la gente ad andare a votare».

Puppato. Sul sito del Partito democratico il confronto tra i cinque candidati era stato presentato con una caricatura de “I Fantastici 5”, i supereroi della Marvel. Laura Puppato, con (in)volontaria ironia, era stata ritratta nelle vesti della Donna Invisibile. Sarà per questo che la consigliera regionale veneta in Maremma non ha nemmeno un comitato elettorale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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