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«Ricordo mio padre: era per la sicurezza e mai imprudente»

«Ricordo mio padre: era per la sicurezza e mai imprudente»

Toccante lettera del figlio di Paolo Bardelloni, morto nell’incidente a Marsiliana: «Lui era un amabile pignolo»

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MASSA MARITTIMA. Una lettera toccante, del figlio di Paolo Bardelloni. Ci è arrivata in redazione e la pubblichiamo integralmente.

Una lettera toccante in cui Riccardo (con mamma Lore) ricorda il padre. E chiede, con forza, che nessuno parli più di imprudenza per il tragico incidente avvenuto la notte dell’alluvione.

«Sono Riccardo – scrive –, il figlio di Paolo Bardelloni, deceduto lunedì scorso insieme a Maurizio e Antonella nella punto dell’Enel a seguito del crollo del ponte causato dallo straripamento dell’Albegna. Io e mamma volevamo ringraziare tutte le persone che in questo tragico momento ci sono e continuano a starci vicini; a partire dai colleghi dell’Enel, agli amici del rally, a quelli del tennis, alle persone che conoscevamo, a tutti coloro che hanno inviato un telegramma, a tutti i miei amici che hanno chiamato o inviato un sms e ai nostri parenti. Un grazie di cuore veramente. Alla stanza mortuaria non so bene quante persone sono venute a dare l’ultimo saluto a babbo, ma tutti dicevano la stessa cosa: “Paolo, Bardella, Generale, Gigante buono” (questi i nomignoli con cui veniva chiamato mio padre) eri veramente buono, una grande persona. Un amico del rally mi ha detto un’altra cosa giustissima: “Ci mancherà quel rompiscatole (detto in modo affettuoso) sulle strade”. Sì, è vero Davide, babbo era un rompiscatole nel rally, perché gli piaceva che tutte le cose fossero fatte con serietà. Babbo era un pignolo, una persona che ha sempre svolto il ruolo di commissario di rally con il cuore. Il rally era diventato la sua grande passione, conosceva tutti, sapeva i regolamenti a memoria. Da tanto voleva diventare commissario sportivo e ce l’aveva fatta ed era stata per lui e per noi una grande soddisfazione. Per babbo la priorità era una parola: sicurezza. Sicurezza nel rally, nel lavoro, nella vita. Mio padre quando andava a raccattare le olive doveva in tutti i modi calzare le scarpe antinfortunistiche perché la legge sul lavoro prevede questo. Io non voglio e non posso fare polemiche con nessuno;l’unica che mi dà fastidio è che qualcuno faccia passare tre persone come babbo, Maurizio e Antonella da incoscienti, e questo non l’accetto. Prima di dare un giudizio su loro, dovrebbero veramente conoscere che persone erano!! Ma a questo ci penserà la giustizia».

«Veramente io e mamma ringraziamo tutti, babbo non è più fisicamente qui con noi, ma sarà sempre presente e son sicuro che dall’alto continuerà sempre a vegliare su di noi e su tutte quelle persone che conosceva. Aveva sempre una parola per tutti. Ciao Bardella... Sei per sempre qui con noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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