Il Tirreno

Grosseto

«Piangiamo Aringoli Sottrargli il Premio è stato atto misero»

Il cordoglio del Consiglio italiano del Movimento europeo diventa un’accusa: «Ha dato lustro a Capalbio, e invece...»

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CAPALBIO. Il cordoglio e la rabbia. L’affettuoso ricordo di un amico, Gianni Aringoli, ma al tempo stesso una severa ed esplicita rampogna nei confronti di chi avrebbe «contribuito ad accelerare la prematura scomparsa» dello stesso Aringoli. E siccome l’atto di accusa arriva da due persone molto importanti, c’è da credere che a Capalbio queste parole avranno un effetto dirompente.

Pier Virgilio Dastoli, a lungo alto funzionario dell’Unione Europea, e Rocco Cangelosi, ambasciatore e Consigliere di Stato della Repubblica, prendono carta e penna per esprimere, con una lettera aperta, il «profondo cordoglio del Consiglio italiano del Movimento europeo (del quale Dastoli e Cangelosi sono presidente e vice, ndr) per la morte dell’avvocato Gianni Aringoli, socio sostenitore del Movimento europeo e indiscusso promotore e organizzatore del Premio Capalbio».

Cangelosi e Dastoli ricordano «in particolare ricordiamo l’impegno per la diffusione dell’idea di Europa, attraverso una specifica sezione del Premio Capalbio dedicata all’Unione europea. La manifestazione che ogni anno prevedeva, oltre alla premiazione di personalità e organizzazioni distintesi per il loro impegno in favore dell’unità europea, un approfondito dibattito sui principali temi del momento. Grazie a tale iniziativa Capalbio ha potuto vedere in piazza Magenta capi di Governo come il belga Verhofstadt , commissari europei come Joaquin Almunia e Emma Bonino, numerosi parlamentari europei e nazionali, diplomatici,scrittori e giornalisti di primo piano. Lo scorso anno il premio Europa aveva visto la partecipazione del professor Mario Monti, del presidente Giuliano Amato, del direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e del primo ministro belga Yves Leterme».

Senonché, nel 2012, Capalbio ha “sfrattato” Aringoli e s’è organizzata un Premio da se.

«Il grande successo ottenuto da Aringoli – commentano Dastoli e Cangelosi – non era piaciuto a tutti, tant’è che proprio al termine della manifestazione più prestigiosa, si era aperta una misera polemica sulla distribuzione dei posti in piazza, preludio alla fine del Premio Capalbio, che l’anno dopo, di fatto, veniva surrettiziamente sottratto al suo naturale organizzatore. Di tutto questo Gianni Aringoli aveva sofferto profondamente e non è escluso che il dolore per le furiose polemiche che lo avevano investito, abbia contribuito ad accelerare la sua prematura scomparsa. Ben vengano le espressioni di cordoglio dell’amministrazione comunale e di quanti si sentiranno di fare altrettanto, ma avremmo preferito vedere che la vicenda del premio Capalbio fosse trattata con maggiore eleganza e tatto nei confronti di colui che ne era stato comunque l’ideatore e per tanti anni l’organizzatore, contribuendo al prestigio della cittadina maremmana».

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