Il Tirreno

Grosseto

Maggioranza in frantumi si prepara una dura verifica

di Sabino Zuppa
Maggioranza in frantumi si prepara una dura verifica

Al prossimo consiglio comunale (il 26 novembre) potrebbe succedere di tutto Voci critiche verso la Paffetti arrivano da più parti, ma c’è una settimana per ricucire

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ORBETELLO. Dopo sette giorni in cui è giusto parlare di solidarietà e ricostruzione, giungono le prime reazioni politiche al disastro causato dall’alluvione di Albinia e soprattutto alle dichiarazioni del sindaco che, venerdì , era stata vittima di una violenta contestazione da parte della popolazione tanto da essere costretta ad abbandonare il paese sotto scorta armata. E la chiara impressione è che si sia giunti ad un punto di “non ritorno”, ad una situazione eccezionale di perdita di credibilità che avrà ripercussioni politiche anche nel lungo periodo e che potrebbe palesarsi già lunedì prossimo 26 novembre, quando si svolgerà un consiglio comunale ad Orbetello: la sinistra orbetellana, dopo i fasti della vittoria alle amministrative 2011, appare disintegrata ed a soli cinque giorni dalle primarie c’è da chiedersi chi parteciperà e chi voterà per Bersani o Vendola, dopo le vicende che hanno colpito il sindaco Pd Monica Paffetti ed il suo entourage, con in primis il consigliere provinciale Sel, Valentino Bisconti, che ha gridato al complotto politico per giustificare l’aggressione popolare di Albinia. Ed il paradosso è che Monica Paffeti è un politico Pd palesemente sbilanciato a sinistra, mentre Bisconti è un Sel che non se la dice con i colleghi lagunari di partito, l’assessore Alessandro Ragusa e la responsabile del circolo Stefania Bondoni: proprio dal giovane assessore lagunare all’urbanistica parte il giro di pareri: «Non credo sia il momento delle polemiche, c’è bisogno di rimboccarsi le maniche affinchè Albinia ed i suoi abitanti possano ripartire – spiega – senz’altro la situazione limite in cui versa il paese e l’esasperazione hanno creato tensione in occasione della visita del sindaco: ma solo alla fine dell’emergenza verrà il momento delle riflessioni e della verifica di ciò che non è andato per il verso giusto». L’escalation delle dichiarazioni passa poi da Mario Chiavetta, presidente del consiglio comunale ed uomo dell’Api: «Anche secondo me non è il momento delle polemiche, bensì quello di rimboccarsi le maniche: tuttavia non condivido certe dichiarazioni del sindaco che ho appreso dalla stampa». L’uscita del giovane lagunare era stata preceduta dalla critica da parte di un altro dei nuovi moderati, il consigliere Carlo Vaselli che non più tardi di due giorni fa aveva parlato della necessità di una verifica di maggioranza, dovuta soprattutto al mancato coinvolgimento da parte del sindaco delle rimanenti forze della coalizione: tra queste anche l’Idv, che tramite Anna Carbone fa sapere che «Il sindaco ha palesemente mancato di rispetto alla popolazione, ed ancora una volta, come in tutte le questioni affrontate ne recente passato non ha coinvolto le altre forze della coalizione: non ci si può nascondere dietro un allarme dato su Facebook o su internet, e poi lamentarsi di alcuni post critici dicendo di essere stata presa in giro». Ancor più forti le accuse dei Democratici Veri che affermano di «non poter condividere l'aggressione che il sindaco ha ricevuto: la condanniamo. Non condividiamo però, la ridda di dichiarazioni infelici che la Paffetti ha emesso, il ritardo ingiustificabile nel lanciare l'allarme e la inadeguatezza nell'organizzazione degli aiuti. Forse se non si fosse preteso di fare tutto da soli, i risultati sarebbero stati più apprezzabili».

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