La manifestazione
Bomba d’acqua scopre bomba vera
A Pitigliano il fiume in piena porta alla luce un ordigno della seconda guerra
PITIGLIANO. Di fronte a precipitazioni così intense e inusuali come quelle che hanno funestato nei giorni scorsi la Maremma ormai si parla comunemente di bombe d'acqua. Ma a forza di evocare metafore che attingono al linguaggio militare può capitare di ritrovarsi di fronte a una bomba vera e propria.
Come è successo a Pitigliano dove nei giorni scorsi la piena del Fiora ha riportato alla luce un ordigno bellico. A confermare il singolare ritrovamento è il primo cittadino, Pierluigi Camilli, che chiosa: «Per fortuna qui non abbiamo avuto bombe d'acqua ma alla fine la bomba è venuta fuori per davvero e ce l'ha comunque portata l'alluvione». Il sindaco è stato allertato ieri dai carabinieri del ritrovamento dell'ordigno restituito dalla piena e che dovrà ora essere oggetto delle valutazioni del caso da parte del nucleo degli artificieri. «È ancora presto per poter dire qualcosa di più - dice Camilli - ma verosimilmente si tratta di una bomba sganciata durante la Seconda guerra mondiale e che è rimasta sepolta sotto terra finché il fiume non ce l'ha restituita. Dopo il sopralluogo degli artificieri sapremo meglio le caratteristiche dell'ordigno anche in funzione dell'intervento per la sua rimozione». La situazione è sotto controllo anche se è una grana in più per il paese che dall'alluvione continua a fare i conti con le conseguenze della chiusura per frana della strada provinciale 74 (vedi altro servizio, ndc.). Fortunatamente la bomba è localizzata in un punto distante dall'abitato, fatto che renderà più semplici gestire le operazioni di rimozione. «Certo, ci sono alcune case e attività produttive nei dintorni - spiega il sindaco - ma non vedo grossi problemi».
Sara Landi
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