Proteste
«Cara Gianna, aiutaci a rialzarci»
Avvocato grossetano scrive alla Nannini e le propone un concerto di beneficenza per gli alluvionati
GROSSETO. «Cara Gianna, la Maremma del sud è in ginocchio, ed è una terra troppo spesso dimenticata. Vorrei che tu ed altri artisti poteste rappresentare per questa gente un grandioso concerto di beneficenza, in luogo e data da stabilirsi...». Gianna è Gianna Nannini, e il mittente dell’epistola a lei spedita - l’ideatore di una proposta per il momento ancora allo stato embrionale - è Massimo Ciani, 63 anni, noto avvocato e professore di docente in materie giuridiche economiche all’istituto Commerciale Fossombroni.
Una passione innata per la scrittura la sua (si diletta a raccontare emozioni e luoghi in poesia), e anche per la musica. Parte dalla Maremma il suo appello per aiutare la popolazione colpita dall’alluvione; un appello rinvigorito da un’idea forte, tutta musicale, e che ha postato su Facebook nel gruppo “I love Grosseto”. La proposta scava nel ricordo di un’indimenticabile “Maremma amara”, cui la Nannini - legatissima a questo territorio - dette forma anni fa in un’interpretazione struggente e malinconica. Sempre la cantante non è nuova a maxieventi per fini benefici.
«Mi permetto di suggerire un concerto rock - scrive il legale giorni fa nella pagina Fb, cercando proseliti - perché la Maremma è terra di musica come l’Emilia. E mi viene in mente un nome importante, dai legami solidi: Gianna Nannini. Circa gli altri nomi, il panorama toscano offre solo l’imbarazzo della scelta: Irene Grandi, Litfiba, Masini, Riccardo Marasco, Pupo, Quartiere Coffee, Cocco Cantini, solo per fare alcuni nomi. Rimetto il seguito della proposta ai più giovani e motivati del gruppo. Dove farlo? Come contattare questi professionisti? La riterrei una grande risposta al concerto per l'Emilia: un grande concerto per la Maremma». Dopo questo primo approccio l’avvocato non si ferma qui e manda una mail all’agente della celebre cantante, spiegandole per filo e per segno - con tutto il cuore e l’anima possibili - i motivi del suo appello. «Questa terra - dice - è troppo spesso dimenticata. Nelle campagne e nell’abitato di Albinia si spala in silenzio il fango che rimane muto testimone della tragedia. Camping, piccole trattorie, negozi, sono stati devastati dalla furia del fiume. Quattro persone sono decedute. La gente tenta con mezzi di fortuna di recuperare quel che poco rimane della loro vita di prima. Hanno bisogno di tutto. Soprattutto della voglia di ricostruire. Per questo, Gianna, ti indirizzo questa mail. Abito a Grosseto, città devastata nel 1966 da una tremenda alluvione. A quell’epoca ero poco più che sedicenne e sono sceso per strada a spalare fango. Oggi la gente di Albinia ha maledettamente bisogno di tornare a sorridere». Proprio come quella dell’Emilia, già protagonista di un altro celebre concerto a giugno. «Spero che i giovani raccolgano il mio appello, conducendo la Maremma alluvionata verso un evento rock che potrebbe avere dimensioni epocali». E pare che dallo staff della cantante l'appello non sia stato ignorato.
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