Il Tirreno

Grosseto

Villaggi e mafia, “un punto” per la Baldi

di Paola Villani
Villaggi e mafia, “un punto” per la Baldi

Il pm chiede l’archiviazione della denuncia per diffamazione presentata dopo un imprudente accostamento verbale

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Il pubblico ministero chiede l’archiviazione: non regge l’accusa di diffamazione a mezzo stampa che la cooperativa Mare Sì aveva rivolto al sindaco di Follonica.

Mentre si contano i giorni che mancano all’udienza preliminare che stabilirà se Eleonora Baldi (insieme ad altre cinque persone) dovrà affrontare un processo penale per abuso d’ufficio e falso ideologico, per il primo cittadino arriva una buona notizia.

Con molte probabilità almeno una grana giudiziaria diventerà per lei solamente un brutto ricordo: si tratta della vicenda legata al villaggio turistico Mare Sì, nello specifico ad una frase scritta in una nota a firma della Baldi.

Il sindaco commentando la tormentata questione della lottizzazione abusiva riscontrata in alcune strutture ricettive follonichesi, nel maggio 2011 utilizzò un paragone quanto meno infelice: «Sarebbe come se, facendo le dovute proporzioni, lo Stato trattasse con la mafia», scrisse la Baldi riferendosi al fatto che l’amministrazione comunale non sarebbe mai scesa a compromessi con la cooperativa Mare Sì per risolvere la vicenda dei presunti abusi edilizi.

Quelle parole infastidirono non poco i proprietari del villaggio turistico, in un momento poi in cui lo scontro era ai massimi livelli, tanto che decisero di querelare il primo cittadino.

La denuncia penale condusse all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura grossetana; nel dicembre del 2011 il pubblico ministero comunicò alla Baldi la conclusione di tali indagini, avviso che portò il sindaco ad apprendere di essere indagata per diffamazione.

Il legale assunto dal primo cittadino, attraverso una memoria consegnata allo stesso magistrato inquirente, ha conseguentemente chiesto l’archiviazione del caso.

Il punto di forza della difesa è rappresentato dalla locuzione “fatte le dovute proporzioni”: con quella frase la Baldi a giudizio dell’avvocato ha completamente separato le due situazioni, non paragonando direttamente quindi la cooperativa Mare Sì ad un clan mafioso.

Più che riferirsi al mondo della criminalità organizzata il sindaco faceva riferimento al concetto generale di legalità che a suo parere non può mai essere oggetto di compromessi.

Quelle memorie hanno, a quanto sembra, convinto il pm che ha chiesto quindi l’archiviazione del caso, passaggio che non esclude ancora l’eventualità di un processo ma certamente dà un gran vantaggio alla difesa.

Pare che la cooperativa Mare Sì si sia opposta alla richiesta di archiviazione, ma sarà il giudice dell’inchiesta preliminare a stabilire come la vicenda andrà a finire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web