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Grosseto

La crisi morde l’Amiata Ma si spera in 500 posti

di Fiora Bonelli
La crisi morde l’Amiata Ma si spera in 500 posti

Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, ha ricevuto il “quaderno nero” delle aziende in difficoltà. Dalla pelletteria, però, potrebbe arrivare una sorpresa

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CASTEL DEL PIANO. Nella sua visita di venerdì sull’Amiata, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti oltre a parlare dei problemi istituzionali (questione province ancora da mettere a punto, riforma elettorale in alto mare) e delle primarie (Chiti è un bersaniano), è stato chiamato ad ascoltare la condizione delle aziende amiatine in crisi: crisi più grave nel versante senese.

Ex Amtec. Sono sfilati davanti al vicepresidente imprenditori e sindacati delineando questo scenario: Amtec/Selex Elsag, che opera nel settore della sicurezza dei dati e delle comunicazioni fra riorganizzazione e frammentazione, nel 2010 fu inserita nella Bu (Business Unit) Networking.

La frammentazione in molte Bu sta determinando la perdita d’identità del sito amiatino accumulata in oltre trent’anni dalla ex Amtec. Crisi che potrebbe anche causare la migrazione di personale e familiari dall’Amiata.

I dipendenti dell’Amiata chiedono un intervento sui vertici aziendali (Finmeccanica e/o oggi Selex Elsag, dal 2013 Selex ES) per ricostituire il centro di competenza per la sicurezza dei dati e delle comunicazioni sull’Amiata.

Floramiata. Floramiata spa è la principale azienda italiana del settore florovivaistico; occupa circa 250 dipendenti. Produce piante ornamentali con lo sfruttamento del calore delle centrali geotermiche di Piancastagnaio. L’azienda sta vivendo una ennesima vicenda di crisi. Le Rsu e le istituzioni hanno individuato nell’imprenditore argentino Juan Galli una possibile alternativa e lui si è impegnato, entro un mese, a precisare il suo orientamento.

Nuova Rivart. L’azienda di Radicofani, è stata acquisita dal Gruppo Mauro Saviola nel 1989. Produce un pannello con caratteristiche di cui l'azienda è stata pioniere in Italia. Dal legno di castagno viene estratto Saviotan, tannino vegetale. Impiega circa 100 lavoratori con una filiera importante di aziende impegnate nel taglio del bosco, soprattutto di Santa Fiora.. È sempre stata solida e non era mai ricorsa alla cassa integrazione iniziata il 3 settembre per un periodo di 13 settimane.

Santa Fiora. Un quadro diverso per il comparto agroalimentare di Santa Fiora con 150 addetti oltre all’indotto nei due stabilimenti di Bagnore e Fornacina dove l’attenzione è concentrata sui dipendenti di Fornacina in cassa Integrazione. Qui la Grandi Salumifici Italiani, che ha 18 stabilimenti produttivi in Italia e uno all’estero, sta attuando un piano industriale con 10 milioni di investimenti finalizzati alla razionalizzazione della produzione, puntando sulla linea del “cotto” per lo stabilimento di Bagnore. Il piano dovrebbe consentire il recupero dei livelli occupazionali dei due stabilimenti.

Luci e ombre. Restando sulle aziende di maggiore dimensione, non preoccupano né la Corsini Biscotti di Castel del Piano con 60 dipendenti che raddoppiano in alta stagionalità; e nemmeno la Tosti, con circa 100 dipendenti . Qualche preoccupazione invece per edilizia e agricoltura.

La buona notizia. E infine la buona notizia: pare che due grandi firme italiane stiano per acquistare due pelletterie amiatine e con la nuova proprietà vi potrebbero trovare lavoro, complessivamente, circa 500 persone dell’Amiata. Ma tutto è in fieri. E si incrociano le dita.

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