Il Tirreno

Grosseto

Anche gli artificieri nei luoghi del fango

Anche gli artificieri nei luoghi del fango

Gli uomini della Polizia al lavoro per mettere in sicurezza deposito di materiale pirotecnico. Moltissimi gli interventi

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ORBETELLO. Sos fuochi d’artificio. La Polizia di Stato ha operato fitta, da lunedì, sull’alluvione. Quintali di bustoni contenenti esplosivo - provenienti da un deposito di materiale pirotecnico in località Topaie, a una manciata di chilometri dal paese di Albinia - sono stati recuperati dai poliziotti nella mattinata di ieri, per poi essere fatti brillare in un sito autorizzato dalla provincia di Grosseto.

A disporre gli ordini di evacuazione e messa in sicurezza dell’intera zona la prefettura e la questura di Grosseto, che hanno dato mandato agli artificieri della polizia di stato e ai vigili del fuoco della compagnia di Orbetello di portare in salvo la merce. Si temeva per l’incolumità di molte persone. Quando infatti un esplosivo cambia il suo stato chimico a seguito dell’influenza di imprevedibili agenti atmosferici esterni, e tra questi anche acqua e fango, gli effetti sono sempre imprevedibili. Lo stabilimento in questione si trova proprio di fronte alla fabbrica Copaim, che per i danni riportati dall’esondazione si è trovata costretta a mandare in cassa integrazione più di cento dipendenti. Come lei altre aziende. Problemi anche per l’azienda dei fratelli Monetti, notissima per la produzione di impianti automatici antincendio, di sicurezza e prodotti professionali per l’accensione di fuochi d'artificio. L’acqua, anche qua, è entrata nelle strutture arrivando a superare il metro di altezza. «Il rischio che tutto esplodesse c’è stato – spiega Salvatore Timpano, comandante del nucleo anti sabotaggio della Questura di Roma – Non sappiamo quantificare con precisione quanto abbiamo recuperato, sicuramente tanto, molti quintali di polvere detonante». Sono stati riempiti un camion trasporti e due furgoni, scortati dai mezzi degli agenti (un’auto artificieri e due unità dei vigili del fuoco) fino al sito in cui sono stati fatti brillare, lontano dallo stabilimento. Sul posto anche i titolari dell’impresa, Carlo e Luigi Monetti della società in questione. «Per ora abbiamo stimato un danno che si aggira sui 300mila euro - dicono - Abbiamo anche perso tre dei nostri sei automezzi». Riguardo al contenuto di tutte quei bustoni che velocemente venivano caricati sui camion i titolari proseguono: «I nostri sono soprattutto dispositivi che vengono trattati come esplosivi. Tutti i prodotti vengono utilizzati in milligrammi: per semplificare, mille porzioni costituiscono approssimativamente il contenuto di una cartuccia, ma di materiale ce n’era davvero tanto all’interno dello stabile. In passato abbiamo tenuto anche fuochi d’artificio veri e propri, ma ce ne siamo disfatti tempo fa, quando abbiamo visto che costituivano solo l’un per cento del nostro fatturato». L’allerta è poi cessata verso mezzogiorno, quando i mezzi hanno preso il largo e tutte quelle porzioni radunate si sono allontanate con glio agenti della polizia. Saranno state anche piccole micce, ma accese in un effetto domino avrebbero fatto sicuramente un’impressione diversa.

In questi giorni sono state moltissime le operazione coordinate dalla Questura di Grosseto nelle zone devastate dall’alluvione. Gli agenti hanno lavorato ininterrottamente, da lunedì, sui luoghi del disastro sotto il coordinamento del questore Michele Laratta. Sul fronte-viabilità la polizia Stradale ha espresso la sua massima forza (una decina di pattuglie) nel trovare soluzioni viarie alternative - vista la chiusura della Statale Aurelia - e nel presidiare i principali varchi o facendo una scrematura dei mezzi che in alcuni casi tentavano persino di forzare i blocchi. Rinforzi sono arrivati dalle altre sezioni toscane; con loro la Stradale ha impiegato una ventina di operatori a turno. Sempre la Questura ha impegnato una personale sia nel presidio dei blocchi che nella chiusura vera e propria delle strade. Ha portato pasti caldi alla popolazione, operato in un’operazione congiunta antisciacallaggio che al momento non ha portato a rilevare casi o denunce. Ha attivato una specifica aggregazione con reparti provenienti da Lazio, Emilia Romagna e altre zone della Toscana.

Claudia della Verde

Elisabetta Giorgi

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