Finanza
Dal fango il frontone di una tomba
Eccezionale scoperta a Sovana: l’acqua porta alla luce parte di un manufatto in tufo, con una decorazione in stucco rosso
SOVANA. In mezzo a tanta devastazione, a danni enormi al patrimonio etrusco, la pioggia torrenziale ha regalato anche un motivo per sorridere.
La storia ha come teatro la zona archeoloogica dove guardano a sud-est e sono ben illuminate dal sole le tombe etrusche di Poggio Felceto, la necropoli del II – III sec. Ac in cui vennero sepolti personaggi d’alto lignaggio, tali da permettersi sepolcri monumentali come la tomba Ildebranda e la tomba Pola, quest’ultima a poche centinaia di metri dalla prima.
E quando mercoledì mattina il funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, Maria Angela Turchetti, ispezionando le necropoli etrusche di Sovana insieme al sindaco PierAndrea Vanni e alla responsabile per i beni culturali, Lara Arcangeli, se da una parte ha preso atto della tragica situazione della tagliata etrusca del Cavone, sommerso da alberi e fango ed interessato da più fronti di frane provenienti dall’alto, dall’altra quella che potrebbe essere una straordinaria scoperta causata da uno smottamento di terreno nelle vicinanze della monumentale tomba Pola, deve aver riportato un po’ di buon umore dopo le difficili vicende dei giorni scorsi.
Infatti il franamento del terreno ha portato alla luce un enorme frontone con decorazione floreale, tracce d’intonaco e anche di stucco rosso, preservato forse dall’essere rimasto a lungo sotto terra.
L’enorme frammento tufaceo è sicuramente parte di una tomba monumentale ad oggi sconosciuta, ma saranno gli archeologici a fare i rilievi e gli studi del caso e a datare con certezza lo splendido reperto.
Certo è che il territorio sovanese continua a sfornare preziose fonti per l’arricchimento della ricerca archeologica di altissimo livello, un patrimonio culturale d’immenso valore che mai come oggi rischia tuttavia il degrado totale.
Ed è proprio per intervenire il prima possibile che questo pomeriggio un ingegnere esperto nel settore dei beni archeologici effettuerà un sopralluogo lungo il Cavone per una stima della spesa necessaria allo svuotamento dell’antico percorso etrusco; sarà poi la Soprintendenza a pianificare un progetto di recupero che avrà costi non indifferenti e dovrà essere realizzato da ditte altamente specializzate, poiché non si tratta di intervenire soltanto all’interno della via cava, ma anche nella zona soprastante attraverso una totale opera di messa in sicurezza.
Ieri i vigili del fuoco sono intervenuti a Sorano per ripulire i camminamenti sotterranei della fortezza Orsini completamente allagati e nella nottata anche la tomba Ildebranda è stata svuotata dall’acqua che l’aveva riempita quasi completamemte.
Inoltre il sindaco ha emesso un’ordinanza di chiusura per tutta la necropoli sovanese di Sopraripa per consentire ulteriori controlli, soprattutto sul ponte della Calesine che risulta in parte danneggiato. E anche questo dovrà essere inserito nel percorso di recupero da pianificare insieme alla Soprintendenza.
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