La manifestazione
Arrestato lo scippatore in bici
La polizia sospettava di lui e lo ha aspettato sotto casa dopo il colpo: recuperata la refurtiva
GROSSETO. Ha colpito mentre era in bici, prendendo di mira una donna di 76 anni che camminava per via Buozzi. Ma la polizia sospettava di lui da qualche tempo e così, una volta avuta notizia dello scippo, la squadra mobile lo ha aspettato sotto casa. Arrestato con la refurtiva, ha confessato: «Sono stato io, sono in un periodo difficile, mi sono lasciato con la fidanzata», ha detto al giudice.
Alberto Seminara, 37 anni, grossetano con piccoli precedenti ma non per furto, è tornato libero al termine del processo per direttissima. Il giudice Puliatti ha convalidato l’arresto e ha sospeso la pena di 23 mesi e 600 euro patteggiata tra il pm Leopizzi e il difensore Amarugi. Saponara era stato messo ai domiciliari in attesa di comparire davanti al giudice a mezzogiorno di ieri. L’arresto risale alle 16,30 di giovedì. Pochi minuti prima il 113 aveva avuto la segnalazione di uno scippo: un’anziana si era vista portar via da un giovane in bici la sua borsa, contenente denaro e documenti.
Era caduta a terra (5 giorni di guarigione al pronto soccorso, per contusioni alla mano e al torace destri nonché al ginocchio sinistro) e non era riuscita a vedere nulla se non la bici. Da qualche tempo, la terza sezione della squadra mobile (reati contro il patrimonio) aveva però messo nel mirino Seminara, ritenendolo il possibile autore di vari colpi in bicicletta, tutti con lo stesso cliché: lo scippatore a capo coperto (uno scalda-collo o un cappello) prelevava la borsa dal cestino (se anche la vittima era in bici) oppure la strappava dalle spalle, sempre nell’area via Emilia-via Oberdan, sempre all’imbrunire o a sera fatta. Era talmente nel mirino che due giorni prima la pattuglia lo aveva seguito e filmato, per avere un riscontro visivo da far vedere alle vittime, proprio in via Buozzi. Come avere la prova che fosse lui?
Scattato l’allarme giovedì pomeriggio, la squadra mobile si era precipitata a casa sua, alla 167 nord, e lo aveva aspettato. Poco dopo Seminara era arrivato, ancora in bici. Con sé non aveva più la borsa né il portafogli della vittima (gettati per strada e poi recuperati) ma aveva la carta di credito, il denaro (pochi spiccioli), il documento di identità e il cellulare della donna appena scippata. Impossibile negare l’evidenza. Così era scattato l’arresto per il furto con destrezza, aggravato dalle lesioni causate.
Le indagini non sono terminate, perché a casa di Seminara la polizia ha trovato una videocamera e nelle denunce di scippo dei giorni passati risulta anche un apparecchio di quel genere.
La polizia non è in grado di stabilire se Seminara sia responsabile di altri scippi. Ma ha invitato le donne che li avessero subiti - e che non hanno denunciato per vergogna o altri motivi - a presentarsi alla Questura per raccontare la loro disavventura.
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