Il dolore
Voragine nell’asfalto illesi madre e figlio
Manciano, le scoppia una gomma proprio mentre cede di botto il manto Pochi minuti prima un’altra donna aveva schivato la buca solo all’ultimo
MANCIANO. Due giorni e mezzo dopo, la terra si è riaperta. Non un cratere come quello del ponte di S.Andrea, dove hanno perso la vita Antonella Vanni, Paolo Bardelloni e Maurizio Stella la maledetta sera di lunedì. Ma poco ci è mancato che alla tragedia che ha portato via i tre tecnici Enel se ne aggiungesse un’altra.
Una voragine improvvisa, larga un metro e mezzo e profonda 3 metri sul cavalcavia della strada regionale 74 che collega Manciano a Pitigliano. Fosso della Gora Stellata, c’è scritto su quel ponticello che è l’unica l’arteria principale che unisce i due paesi.
Una prima auto ha rischiato di finirci dentro verso le 10,30. Una seconda una manciata di minuti dopo. Guidate sempre da donne: hanno avuta la prontezza o la fortuna di schivarlo, quel buco terribile. Anche se tale è stato solo nel secondo caso. Ma l’avvertimento della terra era già arrivato.
La prima delle due automObiliste era alla guida di un Suzuki Twist, un fuoristrada. Più fortunata delle due, di sicuro. Quando è passata lei, la strada non era ancora sprofondata verso il basso nel fosso della Gora Stellata. «Avevo da poco superato una serie di curve e avevo imboccato il rettilineo all’altezza della centrale elettrica - è la testimonianza della trentenne Lucia, che abita a Capalbio - quando sono riuscita a scorgere questo piccolo cedimento. Ho dovuto per forza evitarlo, proprio all’inizio del cavalcavia. Solo che in quel momento un’auto mi stava sorpassando. Ho dovuto rallentare un attimo e accostarmi sul lato sinistro della strada per evitare il cedimento all’ultimo. Ce l’ho fatta, è andata bene. Una grande paura, ma sto bene».
Già. Sono quelle manovre che compi in pochi istanti, quasi non hai il tempo di renderti conto del pericolo. Una volta superato l’ostacolo, la donna non si è fermata subito, ma ha raggiunto Pitigliano dove lavora la sorella e da lì ha avvertito del pericoloso cedimento della strada. «Quando io l’ho sorpassata non era una buca così profonda, così come poi l’ho vista tornando sul posto. Ho pensato comunque che qualcun altro avrebbe potuto correre il mio stesso pericolo».
Un pensiero che si è tramutato in realtà troppo in fretta: quando infatti i vigili urbani e i carabinieri di Pitigliano sono arrivati sul posto per verificare la pericolosità della sitazione, l’avvallamento era diventato già una voragine. E soprattutto qualcuno aveva già rischiato una peggiore fine.
Un’altra giovane mamma, con a bordo il figlioletto di 7 mesi, era già lì sul ciglio della strada mancianese. Macchina fuori uso, alcuni automobilisti a soccorrerla (uno aveva chiamto subito i soccorsi avendo assistito da dietro alla scena). La madre era illesa ma sotto choc. La ruota posteriore destra della Peugeot 207 era scoppiata. Quella voragine l’aveva vista all’ultimo anche lei. Come si sia formata in pochi attimi da quell’avvallamento iniziale, è possibile solo immaginarlo.
Forse la trentenne di Manciano che transitava di lì in quel momento è passata sopra il punto critico con le due ruote anteriori. Poi il peso della sua auto ha fatto il resto, facendo cedere la strada. Tanto che a scoppiare è stata la sua ruota posteriore.
Fine del viaggio con un cerchione scoperto, auto ferma e respirazione affannosa. Ma vivi, la donna e il piccolo. La strada è stata chiusa immediatamente a quel punto in entrambi i sensi di marcia. Il sindaco di Manciano Galli, informato dell’accaduto, si è messo in contatto con la giovane. «Avrei voluto andare a trovarla per portarle in po’ di conforto e per sincerarmi delle sue condizioni di salute - dice il primo cittadino - ma alcuni impegni poi me l’hanno impedito. Lo farò sicuramente domani (oggi, ndr), ma l’importante è che stiano bene e abbiano superato lo spavento».
Uno choc che non si augurano di dover vivere altri maremmani alla guida. La Protezione Civile invita alla prudenza (vedi sotto) specie in caso di pioggia. Ma ieri mattina c’era il sole: eppure l’acqua ha smosso la terra ancora.
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