La manifestazione
Urlapicchio, una storia bella al capolinea
Da anni il gruppo cura progetti straordinari per chi soffre disagio psichico: ora l’Asl taglia i fondi, Follonica si mobilita
FOLLONICA. Soppressi a Follonica i laboratori dedicati alle persone con disagi psichici: la crisi economica colpisce ancora una volta il sociale.
Nella città del Golfo da alcuni anni esiste un centro diurno rivolto a tutti quei soggetti che hanno difficoltà a rapportarsi con la società: l’Urlapicchio, questo il nome del gruppo, dell’ Asl 9 ha organizzato nel tempo moltissime iniziative coinvolgendo anche altre realtà locali, proprio per permettere a chi lo frequenta di incontrare persone, scambiare idee, creando eventi e manifestazioni utili a dar loro quella sicurezza per uscire dal guscio del disagio.
Bene, in tutti questi anni sono stati tantissimi i progetti messi in campo dal centro. Due esempi? Il laboratorio teatrale (lezioni di teatro con Enrica Pistolesi, di canto a cura di Lorenza Baudo e poi il flamenco con Francesca Angotti alle quali facevano seguito dei saggi di fine anno) e la rassegna Followme, esposizione estiva delle opere artistiche dei membri del gruppo create durante l’inverno.
Ora tutto questo non sarà più possibile perché tali attività purtroppo non riceveranno i fondi necessari alla loro organizzazione. Follonica si sta mobilitando per scongiurare tale eventualità, in primis lo stanno facendo le associazioni cittadine vicine a Urlapicchio come per esempio “Sfollarte”.
«Da molto tempo il servizio sanitario è gestito con un metodo aziendale; la parità tra entrate e uscite è la cosa principale, il resto viene dopo. Per questo a una struttura come il centro diurno Urlapicchio, che da anni si occupa del recupero e dell'integrazione di soggetti con disagio psichico, viene chiesto di rinunciare a tutte le attività su cui poggiavano i progetti sociali proposti», raccontano dall’associazione Sfollarte.
«I laboratori del centro si sono sviluppati in lavori partecipati e condivisi con le associazioni, gli enti e i cittadini in una proposta di offerta. La città è sempre stata stimolata dal lavoro del centro a sviluppare un’accoglienza alla diversità vivendo la differenza come l’opportunità di una scoperta e, dunque, di una ricchezza».
L’associazione Sfollarte ha conosciuto la realtà dell’Urlapicchio grazie a un progetto artistico “Frammenti Urbani”, presentato per la manifestazione “Città Visibile”. Ad oggi tali attività sono interrotte, ma a quanto pare tutti coloro che hanno conosciuto il lavoro del centro sono pronti a darsi da fare per rimetterle in moto.
«Forse la Asl 9 ha individuato altre priorità?», chiedono dall’associazione Sfollarte. «O forse non ha più intenzione di occuparsi direttamente del recupero e dell'integrazione dei più deboli? Noi come associazione, chiediamo che gli enti preposti, compreso il Comune di Follonica al quale vogliamo fare appello, si facciano carico della risoluzione di questo problema nel più breve tempo possibile. Un problema che non si relega alla Psichiatria, ma che assume i connotati di una questione cittadina»
Insomma quei laboratori sono fondamentali per il centro perché si inseriscono in un progetto molto più grande volto ad integrare le persone disagiate nel contesto cittadino. La battaglia è appena iniziata: l’associazionismo follonichese pare proprio interessato a non lasciar morire le attività di Urlapicchio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google