Il Tirreno

Grosseto

«Siamo tornati una palude ma sapremo risollevarci»

di Guido Fiorini
«Siamo tornati una palude ma sapremo risollevarci»

Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, smorza le polemiche e guarda avanti «L’allerta c’è stato, ma mai l’Albegna era uscito dagli argini. Riapre l’Aurelia»

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ORBETELLO. «Non ci voleva. In questo momento proprio non ci voleva»: Monica Paffetti, sindaco di un Comune diviso in due dalla furia delle acque, scuote la testa sconsolata. E si sfoga, spiega alla “sua” gente perché non è stato possibile raggiungerla subito e chiarisce che il meccanismo dell’allerta ha funzionato. E poi chiede soldi al Governo, perché sennò questa terra meravigliosa non riuscirà più a risollevarsi. Intanto dà una buona notizia: i lavori sull’Aurelia, quella strada che adesso che è tagliata in due fa capire quanto sia importante per la zona, sono a buon punto. Già oggi, in modo parziale, dovrebbe essere riaperta.

«La Maremma è tornata ad essere la palude che era prima della bonifica. C’è voluta una pioggia eccezionale, imprevedibile, ma siamo in ginocchio. Non era mai successo che l’Albegna rompesse gli argini, mai. Eppure stavolta è accaduto. Se penso che in questa zona c’è il rischio che ci venga costruita un’autostrada, mi vengono i brividi».

I soccorsi sono stati difficili. «Non difficili, difficilissimi. Il lunedì Albinia non era raggiungibile da Orbetello, da nessuna strada. Solo con gli anfibi, e ne avevamo solo uno, e con gli elicotteri. Lo stesso esercito è riuscito ad arrivare solo nella tarda serata, dopo aver sgomberato le strade dalle frane. Capisco la disperazione della gente, ma non c’era proprio modo di arrivare prima».

In molti si sono lamentati di non essere stati avvertiti in tempo. «Questo non è vero. Il meccanismo di allerta ha funzionato. E infatti la gente si è spostata ai piani alti prima dell’arrivo dell’acqua. Piangiamo tre vittime per il crollo di un ponte, ma ad Albinia ci sono stati solo danni, sia pur pesantissimi, ma solo alle cose, non alle persone».

Ma, in concreto, cosa avete fatto? «Abbiamo avuto l’allarme nella giornata di domenica. E ci siamo mossi subito, anche mandando i vigili casa per casa. La gente sapeva che c’era il rischio. Certo nessuno si aspettava una cosa di questo genere».

I danni sono pesantissimi, la gente di Albinia ha perso tutto. Lo Stato dovrà dare una risposta alle famiglie e alle aziende. «Ho visto la disperazione negli occhi dei miei concittadini. Perché Albinia è il cuore pulsante del mio Comune. Ci sono decine e decine di aziende in ginocchio. Soprattutto nel comparto alimentare: le sole Copaim e Conalma hanno avuto danni per 50 milioni di euro. Ci sono magazzini distrutti, sistemi di produzione che non potranno funzionare per settimane. E poi tutto questo è successo in un periodo in cui la crisi già stava mordendo in modo pesante. Mai come in questo caso si può dire che piove sul bagnato. Una prima stima, assai parziale, parla di almeno 150 milioni di euro per il comparto agricolo nel suo complesso. Ma questa cifra potrebbe aumentare».

Il governo sta per stanziare 250 milioni di euro di aiuti per la Toscana. «È un primo segnale importante, ne avevo parlato con il governatore Enrico Rossi a caldo lunedì e poi martedì. Con i soldi che arriveranno potremo dare una prima risposta alla gente e alle aziende. Poi la forza dei maremmani farà il resto».

Le vie di comunicazione come sono messe? «La ferrovia riaprirà domani (oggi, ndr) e anche la voragine sull’Aurelia è ormai chiusa. Conto che venga riaperta quanto prima. È un primo, piccolo segnale di ritorno alla normalità. Del resto in questa zona, con l’Aurelia chiusa, non si riesce a fare niente. Questa strada per noi è fondamentale. Credo che questa cosa vada presa come buon auspicio: noi maremmani siamo gente forte che sa rimboccarsi le maniche. Ci risolleveremo anche da questo».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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