Il dolore
Muore Gianni Aringoli patron del premio
CAPALBIO. È morto dopo una lunga malattia - ieri - l’avvocato Gianni Aringoli, patron del Premio capalbio e del premio Capalbio economia. Il legale si era aggravato molto, proprio in questi giorni:...
CAPALBIO. È morto dopo una lunga malattia - ieri - l’avvocato Gianni Aringoli, patron del Premio capalbio e del premio Capalbio economia. Il legale si era aggravato molto, proprio in questi giorni: «nelle ultime settimane ha sofferto tanto», dice il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, che alla famiglia porge le condoglianze e il cordoglio più sincero insieme all’amministrazione comunale capalbiese. I funerali sono oggi a Roma.
Avvocato - o per la precisione “giurista d’impresa nel campo sociale” - Aringoli era figlio di un imprenditore marchigiano e genero di Irina Ilovajskaja Alberti, nata nel 1924 a Belgrado da una famiglia di emigrati russi sfuggiti alla rivoluzione del 1917. Per tutta la sua vita - oltre alla sua attività giuridica - Aringoli ha condotto un’attività parallela fervida di contatti culturali, in campo teatrale, che cinematografico che letterario e giornalistico. Negli anni ’70-’80 ha fatto da “distributore” e promotore culturale. Nel 1979 ha portato in Italia il film “L’uomo di marmo” del polacco Andrzej Wajda, storia antistaliniana di acciaierie, operai coraggiosi, processi e riabilitazioni, da lui distribuito - raccontò - «con grande rilievo mediatico e organizzando un incontro tra Wajda e i dirigenti del Pci di allora: c’erano Pajetta, Reichlin e Macaluso». Della suocera Irina, come riportarono alcuni giornali, Aringoli ha sempre ricordato «l’attività di consigliera per l’est di papa Wojtyla»; di se stesso, invece, lo «sforzo per tenere i contatti con Sakharov e Solgenitsin», dunque con l’est comunista con cui è sempre rimasto in contatto. Con gli anni Aringoli si avvicina al mondo dei “premi”: prima al Grinzane Cavour; poi - a Capalbio dove ha preso casa con la moglie - fonda insieme a Paolo Mieli il Premio Capalbio, che in questi ultimi mesi lo ha visto al centro di una polemica com l’amministrazione comunale. Aringoli diventa presidente della fondazione Epoké e l’organizzatore del Premio Capalbio. Per anni organizza l’evento a Capalbio: una prestigiosa rassegna culturale nella quale invita ospiti illustri: ministri, capi del Governo, insigni letterati, ognuno premiato per i rispettivi settori: economica, politica, letteratura. Proprio quest’anno il Premio si arena, travolto da una polemica che non gli concede scampo. Scoppia uno scandalo: si solleva un fronte di albergatori, ristoratori e commercianti di Capalbio che lamentano - proprio contro Aringoli - una mala organizzazione. Il sindaco non gli concede più l’appoggio; fonda un altro premio e Aringoli promette - per i mesi futuri - battaglia. L’ultimo mese aveva annunciato che il suo premio sarebbe risorto a tutti i costi. Poi non ha più risposto, alle prese con un problema di salute che non gli lo fa sopravvivere.
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